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Ucraina-Russia, "Kiev informata: attacco russo 16 febbraio"

14 febbraio 2022 | 20.39
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Lo ha detto il presidente ucraino Zelensky in un video su Fb, anche se poi il portavoce ha precisato che sulla data "era ironico". Usa chiudono l'ambasciata. Blinken: "Drammatica accelerazione del dispiegamento militare russo"

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"Ci hanno detto che il 16 febbraio sarà il giorno dell'attacco". E' quanto ha detto in un video postato su Facebook il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel quale non cita la fonte dell'informazione sul giorno in cui avverrebbe l'attacco. "Noi faremo di quel giorno il giorno dell'unità. Stanno cercando di spaventarci citando ancora una volta una data per l'avvio di un'azione militare...non è la prima volta. Ma il nostro stato oggi è più forte che mai. Combattiamo per la pace e vogliamo risolvere tutte le questioni esclusivamente attraverso i negoziati".

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Dopo il video su Facebook con un discorso alla nazione nel quale ha indicato la data di mercoledì come "il giorno dell'attacco" il suo portavoce ha detto che era "ironico". E il portavoce del presidente, Sergii Nykyforov, ha chiarito ancora alla Nbc: "Il presidente si è riferito alla data circolata sui media. Non è una data ufficiale, è una data rivelata da alcuni funzionari". Nei giorni scorsi sono state alcune fonti dell'intelligence americana a indicare il 16 come data del possibile attacco.

Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proclamato il 16 febbraio, 'giorno dell'unità nazionale'. Sul sito della presidenza, Zelensky ha invitato a esporre la bandiera ucraina sugli edifici statati e altre strutture e a far risuonare l'inno nazionale alle 10 ora locale.

Gli Stati Uniti hanno chiuso l'ambasciata a Kiev e "trasferiscono provvisoriamente" a Leopoli i diplomatici rimasti dopo l'avviso al rimpatrio di tutto il personale non essenziale denunciando, come ha fatto il segretario di Stato, Antony Bliken, "l'accelerazione drammatica del rafforzamento delle forze russe". "Ho ordinato queste misure per una ragione, per la sicurezza del nostro staff. Sollecitiamo con forza i cittadini americani che ancora rimangono in Ucraina a lasciare il Paese immediatamente", ha aggiunto Blinken ribadendo che "la strada per la diplomazia rimanere aperta se la Russia sceglie di impegnarsi in buona fede".

Analisti sul terreno ritengono tuttavia poco verosimile la data del 16 o 17 febbraio per l'inizio di una possibile invasione russa dell'Ucraina. "Indicare anche la data ai russi li favorisce, perché per loro sarebbe poi facile far pesare per l'ennesima volta che nulla è successo", osservano gli analisti, che temono "un fiammifero gettato sulla polveriera" piuttosto che un'invasione vera e propria.

E domani il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, sarà Kiev con gli obiettivi, per dirla con le sue stesse parole, di "ridurre la tensione ai confini tra Russia e Ucraina e di trovare una soluzione diplomatica alla crisi in atto". Il titolare della Farnesina sarà domani a Kiev, dove vedrà il collega ucraino Dmitro Kuleba, al quale ribadirà "il pieno sostegno dell’Italia alla sovranità e integrità territoriale del Paese, in stretto coordinamento con i partner Ue e alleati Nato", confermando "il convinto appoggio italiano a ogni sforzo negoziale, anche nel quadro degli accordi di Minsk e del formato Normandia, al fine di preservare la stabilità e giungere ad una composizione pacifica e duratura del confronto in corso".

La visita di Di Maio a Kiev, come quella della collega britannica Liz Truss giovedì prossimo, rappresenta un gesto di "solidarietà" nei confronti di Kiev, ha sottolineato il capo della diplomazia ucraina Dmitro Kuleba, parlando di un numero di missioni "senza precedenti" - l'ultima oggi, del cancelliere tedesco Olaf Scholz - negli ultimi giorni. Il titolare della Farnesina sarà quindi in settimana a Mosca, probabilmente giovedì - Sergei Lavrov, citato dalla Tass, aveva parlato questa mattina di "un contatto tra due giorni" - dove porterà la richiesta di de-escalation e distensione, già sollecitata nel colloquio telefonico di venerdì scorso con il suo collega russo.

La missione di Di Maio a Kiev e Mosca rientra nella cosiddetta "relay diplomacy, in cui ognuno dei 'mediatori' fa un pezzetto di lavoro, che poi passa a un altro, in una staffetta diplomatica che ha l'obiettivo di tenere aperto il dialogo" e arrivare ad una soluzione pacifica, spiegano le fonti.

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