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Libia: Usa 'sorpresi' da raid aerei, temono uso armi vendute ad alleati

26 agosto 2014 | 10.39
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Gli Stati Uniti sono stati "colti di sorpresa" dai recenti raid aerei contro le milizie islamiche in Libia, che secondo il 'New York Times' sono stati eseguiti da velivoli degli Emirati partiti da basi egiziane. Lo ha detto una fonte ufficiale statunitense alla Bbc, confermando che gli Usa non sono stati consultati prima delle incursioni e che a Washingon c'è il timore che per condurre i raid siano stati usati armamenti venduti dagli Usa a paesi alleati, violando gli accordi in base ai quali sono stati venduti.

Nell'ultima settimana i raid 'misteriosi' hanno colpito almeno due volte un'area nei pressi dell'aeroporto di Tripoli, del quale le milizie si contendevano il controllo. Secondo il 'N.Y Times', la mossa del Cairo e di Abu Dhabi ha una chiave anti-Fratelli Musulmani, in quanto i raid erano finalizzati a fermare l'avanzata di milizie legate alla Fratellanza.

Ma l'Egitto ha immediatamente negato il rapporto del quotidiano statunitense, affermando di non essere coinvolto nei raid. Un comunicato del ministero degli Esteri del Cairo "denuncia con fermezza ogni tentativo di implicare il paese negli affari interni della Libia", e bolla come "menzogne" le illazioni su un ruolo egiziano nei raid.

Se la notizia del 'N.Y. Times' dovesse essere confermata, confermerebbe il fatto che la Libia è sempre più terreno di scontro tra grandi potenze regionali. Da un lato paesi come il Qatar e la Turchia, che sostengono e finanziano le forze islamiche legate alla Fratellanza, dall'altro Egitto, Emirati e anche Arabia Saudita, che invece cercano di frenare l'avanzata islamica.

La situazione libica è aggravata dal fatto che esercito e polizia locali, così come le istituzioni politiche, restano deboli e incapaci di fronteggiare autonomamente le milizie. Ad aggravare il caos politico, la seduta di ieri del vecchio parlamento libico, decaduto con le elezioni giugno, che ha nominato un suo premier, vicino agli islamici.

Intanto, "i governi di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti condannano duramente l'escalation di combattimenti e violenze a Tripoli e nei dintorni, a Bengasi e in altre aree del Paese, specialmente gli attacchi contro aree residenziali, infrastrutture pubbliche e strategiche, per mezzo di aerei e via terra", come si legge in una nota congiunta.

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