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Superstizioni

Venerdì 17? Si salvi chi può. Ecco perché non bisogna temere la sfortuna

17 giugno 2016 | 10.28
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(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

La superstizione? Umberto Eco diceva che porta sfortuna, ma sono molti gli italiani che continuano a temere, irrazionalmente, i numeri del calendario. Come la data di oggi, venerdì 17, un giorno considerato ancora pregno di sfortuna ed eventi funesti. E se la paura (irragionevole) di questo numero si chiama eptacaidecafobia - dal greco ἑπτακαίδεκα, 17, e φόβος phóbos, paura - nei Paesi anglosassoni il giorno più temuto è venerdì 13.

Come di consueto, in occasione di questa 'ricorrenza al contrario', il Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze, ha organizzato la tradizionale 'Giornata anti-superstizione', ricca di appuntamenti in diverse regioni italiane (tra cui Piemonte, Veneto, Piemonte e Toscana) e promossa sui social con l'hashtag #GAS2016.

Nel caso, però, in cui non riusciate a sentirvi confortati, di seguito sono elencati 17 modi (semiseri) per scongiurare l'ansia da venerdì 17:

17 - Ricordate un avvenimento piacevole avvenuto in questo giorno: un matrimonio, una laurea, una nascita.

16 - Tenete a mente quello che, con ironia, diceva Benedetto Croce: "Non credo alla jella, perché credere alla jella porta jella".

15 - Ma non dimenticate neanche la frase di Eduardo De Filippo, secondo cui "essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male".

14 - Telefonate a un amico nato di venerdì 17 e, parlandoci, vi accorgerete che non ha nulla che non va più di quanto non accada ad altri.

13 - Fata affidamento al pragmatismo di un vicino di casa per il quale "è solo un giorno come un altro".

12 - C'è sempre qualcuno che ha preso il suo unico 30 ad un esame all'università in un venerdì 17. Trovatelo, vi conforterà.

11 - Provate a mettervi davanti al civico 17 di una strada qualsiasi e vi accorgerete che chi entra ed esce da là ha una vita soddisfacente, impegnativa o difficile come chiunque altro.

10 - Se avete un singhiozzo fastidioso, cantate la filastrocca "singhiozzo, mio singhiozzo, vai nell’acqua che c'è nel pozzo" accompagnata da 17 sorsi e vedrete che passerà.

9 - Come suggerito dal Cicap, fate 'attraversare' il vostro profilo Facebook da un gatto nero: arriverà la mezzanotte e tutto sarà andato come sempre.

8 - Se vivete in Francia - e avete un problema - è il numero (telefonico) che vi salverà: con il 17, infatti, si chiama la gendarmerie.

7 - Quando qualcuno vi dirà che nell'antica Roma era consuetudine incidere sulle pietre funerarie la parola 'VIXI' ('sono vissuto') - il cui anagramma è proprio 'XVII' - ricordategli che 'Roma' allo specchio diventa 'Amor'.

6 - Ci sono giocatori di calcio - come Damiano Tommasi - che indossano da una vita il 17 sulla maglia e segnano ancora, divertendosi e facendo divertire.

5 - E ci sono cantanti che hanno chiamato 'Venerdì 17' un loro album per ricordare che, proprio quel giorno, un precedente CD ('Controcultura') aveva guadagnato la prima posizione in classifica. Chiedere a Fabri Fibra.

4 - In alcuni Paesi dell'Asia orientale esiste la tetrafobia, ovvero la paura del numero 4. Se questo non vi tocca, allora, non siate discriminatori: lasciate in pace il povero 17.

3 - Se non vi bastano questi metodi, non resta che appellarsi agli ultimi due.

2 - Semplicemente, non credeteci.

1 - Anche perché, come insegna la legge di Murphy: "Se qualcosa può andar male, lo farà". Indipendentemente dal venerdì 17.

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