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Viviana e Gioele, pm: "Non ci sono tracce di sangue in auto e su parabrezza"

28 agosto 2020 | 14.18
LETTURA: 4 minuti

Il procuratore di Patti: "Ora impossibile formulare ipotesi sulla causa della morte di Gioele". Il legale della famiglia: "Parabrezza auto già rotto prima dell'incidente". Il criminologo Mastronardi all'Adnkronos: "Forse temeva le togliessero Gioele"

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dall'inviata Elvira Terranova

Il luminol rischiara di luce blu il casolare immerso nel bosco di Caronia (Messina). A pochi passi c’è un rottweiler legato a una catena che guarda con sospetto gli uomini e le donne della Polizia scientifica che controllano ogni angolo. E stata un'altra lunga giornata di sopralluoghi a Caronia, nei pressi delle zone in cui sono stati ritrovati i resti di Viviana Parisi e del figlio di quattro anni Gioele. La squadra dei sopralluoghi della Scientifica don dalle dieci del mattino ha sistemato un gazebo a pochi passi dal luogo in cui è stato trovato il corpicino del piccolo Gioele lo scorso 19 agosto. Per tutto il giorno sono state fatte misurazioni dal luogo in cui Viviana, lo scorso 3 agosto, avrebbe scavalcato il guardrail per poi sparire nel bosco. I resti di Viviana sono stati trovati l'8 agosto. Il nuovo sopralluogo, deciso dal procuratore di Patti (Messina) Angelo Vittorio Cavallo, riguarda accertamenti irripetibili. Fatto anche prelievi di Dna su alcuni cani per provare la compatibilità con quello ricavato dagli indumenti del piccolo Gioele e i morsi sulle gambe della donna. Per il legale della famiglia Mondello, l'avvocato Pietro Venuti si tratta di accertamenti "tardivi"."Gli esami con il luminol andavano fatti prima- lamenta-. Sono passate diverse settimane. E c'è stata sicuramente una mutazione dei luoghi dovuto all'atmosfera e agli animali. Non so se saremo fortunati...", ha detto l'avvocato Pietro Venuti.

Viviana Parisi, Mastronardi: "Forse temeva le togliessero Gioele"

Intanto arrivano i primi esisti sugli accertamenti genetici effettuati ieri all'interno dell'auto di Viviana Parisi. A spiegarlo e il procuratore di Patti. Che spiega: "I tamponi prelevati all'interno del mezzo e sul parabrezza hanno finora fornito esito negativo, anche per quanto riguarda la presenza di eventuali tracce di sangue". "Il lavoro del collegio di consulenti incaricati degli esami autoptici, genetici e morfologici, nominato il 25 agosto, è tuttora in corso ed è nelle sue fasi iniziali - prosegue il magistrato - questo compito come è facilmente intuibile si preannuncia lungo complesso e per forza di cose articolato in numerose sessioni". Poi aggiunge "contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di stampa nei giorni scorsi, pertanto non è ancora possibile formulare allo stato alcuna seria ipotesi sulle cause di morte del piccolo Giole". E conclude: "Come già detto in precedenza questo ufficio prosegue tuttora le indagini in ogni direzione senza tralasciare alcuna ipotesi".

Dalla famiglia Mondello smentiscono invece che la lesione sul Parabrezza sia dovuta all'incidente. "Vi posso assicurare che il parabrezza era stato lesionato già prima del 3 agosto", ha detto Mariella Mondello, la zia di Gioele, sorella del padre. Non solo. "Il parabrezza della Opel Corsa di Viviana Parisi era già rotto prima dell'incidente avvenuto il 3 agosto nella galleria Turdi sull'autostrada A20 Messina-Palermo", ha detto anche, attraverso il suo legale Pietro Venuti, Daniele Mondello, il marito della deejay di 43 anni. Ieri sera era circolata la voce che la lieve crepa rilevata sul parabrezza, sul lato passeggeri, dalla Polizia scientifica, fosse dovuta proprio allo scontro avuto nella galleria da Viviana con un furgone di operai, dopo un sorpasso azzardato. Subito dopo il sinistro, Viviana aveva fatto perdere le proprie tracce con il figlio. Secondo gli investigatori sarebbe la prova che il piccolo Gioele abbia battuto la testa, sui cui sarebbero state rilevate, durante l'esame Tac prima dell'autopsia, micro tracce di sangue. Ma adesso arriva la smentita del padre di Gioele, che ci tiene a precisare che il parabrezza fosse "già lesionato" dopo "un precedente sinistro" avvenuto nei mesi scorsi. Quindi, il parabrezza non si sarebbe rotto quel giorno della scomparsa. L'esame sull'auto danneggiata, che si trova in un deposito della Polizia a Messina, con una ruota bucata e altri danni sul lato, è stato eseguito dalla Polizia scientifica. Da una telecamera di sorveglianza è anche emerso che il piccolo non fosse legato al seggiolino. Anche dai video postati sui social si vede sempre Gioele in piedi sul sedile posteriore, mai allacciato. La mattina del 3 agosto l'auto di Viviana fece un sorpasso azzardato in galleria, sbattendo contro un furgone e impattando con la fiancata destra sulla fiancata sinistra del furgone. Nell'urto si è rotto anche il finestrino. Ecco perché gli investigatori non escludono che il bambino abbia potuto battere la testa. Ma, stando a quanto dice il padre del bambino, il parabrezza era già rotto. Intanto è già buio pesto nei boschi di Caronia. E i poliziotti della scientifica sono ancora al lavoro nei boschi di Caronia. Con il luminol alla ricerca di tracce ematiche.

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