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Zanicchi: "Superlega? Vero successo arriva dal basso non dall'alto"

20 aprile 2021 | 18.27
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Con il criterio che si vuole adottare, a Canzonissima o Sanremo sarebbero andati sempre gli stessi, i più ricchi discograficamente

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"Non si può partecipare 'a prescindere' come direbbe Totò: deve valere il merito che si acquisisce giorno per giorno, sul campo di calcio come sul palco musicale". Iva Zanicchi, legata calcisticamente alla sua 'piccola' Reggiana, boccia all'AdnKronos l'idea di una Superlega "sempre con gli stessi protagonisti, scelti in base alla potenza economica" perché, spiega, "se fosse stato così anche per noi cantanti, a Canzonissima e a Sanremo sarebbero andati sempre gli stessi artisti, quelli discograficamente più ricchi e porta chiusa in faccia a tutti gi altri".

Ricorda l'Aquila di Ligonchio: "Dietro c'era la gavetta, che oggi sembra quasi una parolaccia... io ho cantato dappertutto, dalle balere alle feste popolari in piazza, per farmi conoscere, per emergere; ho fatto tutti i concorsi possibili e immaginabili, prima di arrivare alle 'voci nuove' di Castrocaro. E così tanti miei colleghi".

Se no, osserva, "non si spiegherebbe come ancora oggi riescano a cantare così bene, tanto per parlare solo delle mie colleghe donne, cantanti come Ornella Vanoni, Orietta Berti o Patty Pravo, perché dietro c'è bravura, professionalità, esercizio e dedizione per questo lavoro e per questa arte: il successo non cala dall'alto ma si guadagna dal basso". Per questo, sottolinea Iva Zanicchi, "la Superlega non è un progetto giusto e spero proprio che non si realizzi mai".

(di Enzo Bonaiuto)

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