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Bombe su Idlib, raid russi in Siria

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Bombe su Idlib, raid russi in Siria

Immagine d'archivio (Afp)

Sono ripresi i raid aerei condotti da caccia russi sulle zone della provincia di Idlib, nella Siria nordoccidentale, in mano ai ribelli. Lo denunciano gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani. I raid sono stati compiuti nella periferia di Jisr al-Shughour, vicina alla zona in mano al regime. Era dal 15 agosto che caccia russi non bombardavano più Idlib, dove invece era continuata l'offensiva del regime di Damasco.

Stando all'Osservatorio, oltre 43 raid russi e governativi hanno colpito 24 località del triangolo Idlib-al-Ghab-Latakia, uccidendo in tutto nove civili, tra cui bambini, anche se il bilancio potrebbe aggravarsi alla luce del gran numero di feriti gravi. Cinque attacchi sono stati registrati nella città di Jisr al-Shughour, nel Rif di Idlib, dove i caccia russi hanno ripreso i bombardamenti dopo 22 giorni di tregua.

Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha detto che le forze armate di Damasco sono pronte a risolvere ''il problema del terrorismo'' nella provincia. ''Sappiano che le forze armate siriane si stanno preparando a risolvere questo problema'', ha affermato Peskov definendo Idlib una "sacca di terrorismo".

Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha dichiarato che l'Iran darà il suo contributo per ripulire Idlib dai "terroristi". "Proveremo ad evitare danni collaterali per il popolo siriano" e allo stesso tempo completeremo "il processo di eliminare gli estremisti" da Idlib, ha detto Zarif, citato dall'agenzia di stampa ufficiale 'Irna'. "La situazione a Idlib è sensibile - ha aggiunto - Proveremo a rimuovere i terroristi da Idlib con perdite umane minime".

Venerdì 7 settembre è in programma a Tabriz, nel nord dell'Iran, una riunione tra il presidente russo Putin, quello turco Recep Tayyip Erdogan e l'iraniano Hassan Rohani per discutere della situazione nella Siria nordoccidentale.

Se Assad usa nuovamente le armi chimiche, gli Stati Uniti e i loro alleati, afferma la Casa Bianca in una nota, risponderanno "rapidamente e in modo appropriato". "Gli Stati Uniti stanno monitorando attentamente la situazione nella provincia siriana di Idlib, dove milioni di civili innocenti sono sotto la minaccia di un imminente attacco del regime di Assad, sostenuto da Russia e Iran. Il presidente Donald J. Trump ha ammonito che un simile attacco sarebbe un'irresponsabile escalation di un conflitto già tragico e metterebbe a rischio le vite di centinaia di migliaia di persone", si legge. "Per essere chiari, se il presidente Bashar al-Assad sceglie di utilizzare nuovamente le armi chimiche, gli Stati Uniti e i loro alleati risponderanno rapidamente e in modo appropriato. Gli Stati Uniti continueranno a lavorare senza sosta con i loro alleati per trovare una soluzione diplomatica duratura per porre fine alle ostilità in Siria", secondo quanto previsto dalla risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

E la crisi siriana, con un focus sulle "tensioni in aumento" a Idlib e Manbij, è stata il tema centrale di un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, e il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo. Lo hanno riferito fonti diplomatiche citate dal sito del quotidiano 'Sabah'. Secondo le fonti, rimaste anonime, i due ministri degli Esteri hanno concordato sulla necessità di evitare una crisi umanitaria a Idlib. Cavusoglu e Pompeo hanno parlato anche di questioni bilaterali. Il colloquio telefonico è avvenuto nel giorno in cui ad Ankara il rappresentante degli Stati Uniti per la Siria, James Jeffrey, ha incontrato il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar.

INTERCETTATI MISSILI JET ISRAELE CONTRO SOBBORGO HAMA - Intanto le forze di difesa area siriane hanno intercettato missili sparati da presunti caccia israeliani verso Wadi al-Uyoun, sobborgo di Hama, nella Siria centrale. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale siriana 'Sana', senza precisare quale sia stato l'obiettivo del presunto raid israeliano.

Una fonte militare citata dalla 'Sana' ha riferito dell'"aggressione israeliana", sostenendo che i caccia dello Stato ebraico si sarebbero infiltrati volando a bassa quota dalla zona ovest di Beirut verso nord e avrebbero preso di mira "siti militari" a Tartous e Hama. La fonte ha aggiunto che le forze siriane hanno abbattuto un certo numero di missili "ostili" e costretto gli aerei alla ritirata. Secondo gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, l'obiettivo del raid israeliano sarebbero state postazioni "iraniane". Fonti citate dal quotidiano libanese 'Daily Star' hanno confermato che aerei militari israeliani di recente hanno attraversato lo spazio aereo del Paese dei Cedri.

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