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Renzi ai comuni: "Basta miriade di tasse e tributi, faremo una local tax"

POLITICA
Renzi ai comuni: Basta miriade di tasse e tributi, faremo una local tax

(Infophoto)

"Sulla legge di stabilità ci confrontiamo nel merito. Noi vogliamo mantenere questi saldi, su questo non si discute, se avete controproposte entro questo perimetro pronti a discuterne". Così, a quanto si apprende, il premier Matteo Renzi alla riunione con l'Anci a Palazzo Chigi nella sala della biblioteca Chigiana.

"Alle autonomie locali chiediamo un contributo, diverso fra comuni e province" ha detto il presidente del Consiglio. "Non accettiamo che ci sia l'idea che la provincia rimanga ad essere un soggetto con tutte le titolarità e i soldi del passato - ha sottolineato tra l'altro Renzi - Va indebolito il peso politico delle province a vantaggio del ruolo dei sindaci nel rapporto con le regioni". Il premier ha detto anche, a quanto si apprende, che "in prospettiva" ci sarà una "local tax al posto della miriade di tasse e tributi" ed ha sollecitato a "fare chiarezza sulle partecipate".

Poi l'annuncio: "Abbiamo cominciato ad aggredire la spesa centrale, presto online ogni singolo centesimo di spesa dei ministeri".

Delrio - "Riteniamo che il contributo richiesto ai comuni sia proporzionale e sopportabile" ha detto Graziano Delrio al termine dell'incontro con l'Anci. "A fronte di uno sforzo complessivo, di una manovra fortemente riformista, di una redistribuzione della ricchezza attraverso un taglio delle tasse di 18 mld, riteniamo che in questa manovra ci sia la richiesta di uno sforzo da parte dei comuni sopportabile", ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Inoltre, di fronte alla "preoccupazione" dei comuni sull'autonomia organizzativa e fiscale "è stato garantito che si raggiungeranno questi due obiettivi. Ci sarà completa libertà per raggiungere i saldi e un'unica tassa, sono due obiettivi che verranno sicuramente raggiunti entro la stesura finale della legge di stabilità". Comunque, viste le "notevoli divergenze di calcolo" sulla manovra "si è deciso in tempi rapidissimi un tavolo tecnico di approfondimento, pienamente operativo, e un nuovo incontro all'inizio della prossima settimana di tipo tecnico e politico per approfondimenti".

Fassino - Secondo l'Anci la legge di stabilità peserà sui comuni per circa 3,7 miliardi. "Le valutazioni che abbiamo fatto e che hanno fatto i nostri esperti, in particolare le analisi dell'Ifel, dicono che il contributo chiesto ai comuni è abbondantemente superiore a 1,2 mld di spesa che ci viene richiesto e quindi è un onere che impatta in modo molto più significativo e che apre problemi di sostenibilità" ha detto il presidente dell'Anci, Piero Fassino, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine dell'incontro con l'esecutivo.

"Abbiamo chiesto al governo di confrontarci e discutere - ha spiegato Fassino - E' evidente che siamo convinti che una discussione darà argomenti sufficienti per introdurre fattori correttivi alla legge di stabilità, perché siamo convinti che le nostre cifre siano giuste".

Baretta: saldi e impianto non si toccano ma si può migliorare - I saldi e l'impianto della legge di stabilità non si toccano, ma il governo è disponibile ad eventuali miglioramenti che emergeranno nell'iter parlamentare. A sottolineare all'Adnkronos gli aspetti della manovra che l'esecutivo considera non negoziabili in vista del passaggio alle Camere è il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta.

"I saldi e l'impianto sono inderogabili", rimarca il sottosegretario. "Ci si deve muovere - insiste - nel rispetto dei saldi, che hanno permesso di ottenere il via libera Ue, e poi non vanno modificati i due punti di fondo dell'impianto: le misure per il sostegno al reddito e il taglio al costo del lavoro, e dunque gli interventi per la crescita e l'occupazione". Dopodiché "siamo disponibili ad ogni proposta migliorativa, e su questo incontreremo anche i comuni, le regioni e siamo aperti al confronto con i parlamentari per raccogliere tutte le sensibilità su questo tema. La legge di stabilità in Parlamento è molto partecipata e dunque partiremo da quello che emergerà in quella sede". In generale comunque Baretta ritiene che nelle Camere "vi sia consenso sull'impianto di fondo della manovra per la crescita e occupazione". Quindi, ribadisce, "siamo pronti a valutare le proposte del Parlamento nel rispetto di questi due punti fermi".

D'altra parte "tutti, il Parlamento e gli italiani, possono valutare la bontà della manovra: dal bonus Irpef, al bonus bebé, al quasi azzeramento dell'Irap e alle misure per favorire le assunzioni. Mancano le pensioni? Però questa legge - sottolinea Baretta - è espansiva e chi la critica deve considerare il quadro più ampio di interventi per la crescita e il lavoro nel rispetto dei saldi". Saldi non negoziabili se si vuole scongiurare una 'bacchettata' della Commissione europea nei prossimi mesi. "Nessuno - assicura il sottosegretario - ha intenzione di avvicinarsi a una procedura europea". Quanto alla modifica della correzione del deficit dello 0,3% contro lo 0,1% previsto inizialmente, approvata in Cdm con una revisione del Def, Baretta spiega che verrà inserita nel ddl attraverso un emendamento del governo in sede parlamentare. Infine sui tempi del via libera delle Camere al provvedimento "credo che si arriverà tra metà dicembre e Natale, è naturale che sia così", osserva e sull'ipotesi di porre la fiducia dice: "Non lavoriamo per mettere la fiducia ma per evitarla", ma è "prematuro" parlarne adesso.

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