Home . Salute . Il sessuologo: non 'medicalizziamo' i rapporti, molti disturbi non sono malattie

Il sessuologo: non 'medicalizziamo' i rapporti, molti disturbi non sono malattie

Puppo, sì a corretta educazione, consigli per il piacere senza dover prendere farmaci

SALUTE
Il sessuologo: non 'medicalizziamo' i rapporti, molti disturbi non sono malattie

No al sesso 'medicalizzato', fatto cioè assumendo farmaci che potrebbero non essere realmente utili al benessere 'sotto le lenzuola'. Sì, invece, a una corretta educazione su come fare l'amore nel miglior modo possibile, in modo che entrambi i partner raggiungano il piacere. E' la ricetta di Vincenzo Puppo, medico sessuologo del Centro italiano di sessuologia (Cis) di Bologna, autore con la biologa Giulia Puppo di un articolo sulla rivista 'Clinical Anatomy', in cui si mette in dubbio che siano vere malattie alcuni disturbi intimi che molti nuovi medicinali si propongono di curare.

E' il caso dell'eiaculazione precoce: "Negli animali - spiega Puppo all'Adnkronos Salute - il termine 'precoce' non esiste. Nell'accoppiamento, per sicurezza, l'eiaculazione deve essere rapida ed è normale che il coito duri pochi secondi (ad esempio nei babbuini solo 7-8 secondi). Quindi la domanda corretta dovrebbe essere: perché, durante il rapporto vaginale, gli uomini che hanno una eiaculazione in meno di un minuto sono considerati malati?". E ancora, "se l'orgasmo e l'eiaculazione ci sono sempre, qual è la patologia? Quali sono cause e patogenesi? A queste domande i sessuologi e andrologi non possono rispondere proprio perché l'eiaculazione precoce non è una malattia".

"Credo che i ragazzi e gli uomini - aggiunge - debbano sapere che il controllo della durata della eiaculazione non è naturale, ma si deve apprendere, chiaramente se qualcuno glielo insegna. Sarebbe importante imparare a riconoscere in anticipo quando sta per arrivare il punto in cui non si possono più fermare. I sessuologi devono spiegare il metodo 'stop e start' e la tecnica della compressione".

Anche per le donne la 'promessa' di poter raggiungere l'orgasmo attraverso un farmaco, il cosiddetto 'viagra rosa' approvato per ora solo negli Usa, "è solo un grande business mondiale - secondo Puppo - Le disfunzioni sessuali femminili sono molto comuni perché i sessuologi usano questionari non scientifici basati solo sul rapporto pene-vagina, e perché non fanno una educazione sessuale per il piacere anche femminile. Le 'disfunzioni' sessuali nelle donne si 'curano' con una corretta educazione a fare l'amore a tutte le età".

Di parere opposto Emmanuele Jannini, presidente della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità (Siams): "L'eiaculazione precoce - assicura - è una condizione medica che riguarda il 20% della popolazione italiana e crea molta sofferenza e problemi nelle coppie, che possono anche 'scoppiare' e che, invece, con il corretto aiuto farmacologico possono risolvere la loro crisi. Dire il contrario è un comportamento non professionale. Bisogna distinguere fra opinioni e scienza e in particolare, se si vuole essere degli scienziati, le proprie tesi vanno dimostrato con gli esperimenti. Se mi si porteranno studi dai quali emerge che attraverso l'educazione sessuale si può risolvere il problema dell'eiaculazione precoce, potrò crederci. Ma in caso contrario si tratta di opinioni, anche un po' 'strappa applausi'. Ci sono tantissime evidenze scientifiche a supporto del fatto che l'eiaculazione precoce è una malattia, è scritto in tutti i manuali medici. E ci sono anche numerosi studi che dimostrano l'efficacia delle tante soluzioni mediche a disposizione". Per quanto riguarda il 'viagra rosa' per il piacere femminile, invece, "ci sono anche dati scientifici che hanno dimostrato come il prodotto non abbia efficacia maggiore rispetto a placebo ed è per questo che in Europa non è stato approvato. Negli Stati Uniti, invece - conclude - c'è stata una grossa spinta, soprattutto ideologica, verso l'autorizzazione a questo medicinale".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.