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Farmaci, Bracco: "Per Ema a Milano dossier pronto ma il governo deve correre"

FARMACEUTICA
Farmaci, Bracco: Per Ema a Milano dossier pronto ma il governo deve correre

(Fotogramma)

"Per portare l'Ema a Milano bisogna correre, anche perché gli altri Paesi corrono". E' l'appello lanciato da Diana Bracco, rappresentante unica del sistema produttivo e imprenditoriale nel coordinamento post-Brexit, oggi nel capoluogo lombardo durante un convegno sull'opportunità di portare in Italia l'Agenzia europea del farmaco, al quale interviene anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

"Il dossier è pronto", spiega la presidente e amministratore delegato del gruppo farmaceutico Bracco, riferendosi alla bozza messa a punto da un gruppo di esperti riunito dall'imprenditrice in agosto, e a disposizione del governo italiano. "Però noi abbiamo bisogno di un forte impegno politico - chiede Bracco - Serve che il governo indichi la persona a cui fare riferimento, che si prepari a nominare un forte protagonista sul tema. La forza della politica, infatti, è quella che poi trascina tutto il dossier".

La sfida, prosegue Bracco, durante il convegno organizzato dall'Associazione Guido Carli in collaborazione con la Fondazione Carlo Erba, "è difficile perché gli altri Paesi ci fanno una concorrenza spietata". E ci sono anche fattori esterni in gioco. "Come ho segnalato alle istituzioni durante il tavolo post-Brexit, il ministro degli Esteri giapponese Fumio Kisida ha reso pubblico, a margine del G20 tenuto in Cina, un memo che riassume i timori emersi a seguito della Brexit da parte del governo e di diverse aziende giapponesi che hanno scelto il Regno Unito come proprio hub europeo. Il documento chiedeva al governo Uk un esplicito e per noi molto preoccupante riferimento alla permanenza di Ema a Londra".

Città come "Stoccolma, Budapest, Dublino, Vienna, Varsavia, Madrid si erano mosse addirittura mesi prima del referendum sulla Brexit - avverte - anche se tutte le proposte in campo si concretizzeranno intorno a fine anno-inizio 2017". Il primo auspicio su cui si deve basare la negoziazione dell'Italia in sede europea è "che la riallocazione delle sedi delle agenzie europee presenti a Londra sia formalmente tenuta distinta dal dialogo e dalla trattativa istituzionale con il Regno Unito ai sensi dell'articolo 50 del Trattato" di Lisbona. "Sono due cose diverse: un conto è la Brexit, un conto sono le agenzie".

Altro aspetto da sottolineare nella strategia di promozione tricolore, continua Bracco, è "far capire che la nostra proposta è la migliore e più vantaggiosa per l'Unione europea, in linea con gli orientamenti comunitari, per una forte razionalizzazione del quadro complessivo dell'Agenzia Ue. A Parma - ricorda - è localizzata l'Efsa, l'Autorità per la sicurezza alimentare, e la vicinanza con Milano potrebbe facilitare il coordinamento di due settori che ad esempio negli Stati Uniti, in Cina e in India sono coperti da un unico ente regolatorio. In Italia potrebbe nascere finalmente una 'Fda europea', cioè un polo comunitario dedicato alla tutela della sicurezza alimentare, farmaceutica e delle biotecnologie".

Infine occorre "promuovere la candidatura italiana puntando sulla creazione di un hub europeo sui temi della salute e della nutrizione, rafforzando la sinergia anche con il Jrc (Joint Research Centre) europeo presente a Ispra", sottolinea Bracco.

L'operazione Ema è "strategica. Noi rimaniamo agganciati all'Europa e l'Europa rimane agganciata a noi. Nel nostro documento abbiamo indicato tutti i punti di forza di Milano e dell'Italia. Inoltre stiamo lavorando con Alberto Dell'Acqua della Sda Bocconi per analizzare gli effetti economici diretti, indiretti, e indotti di un eventuale trasferimento dell'Ema".

La carte che verranno giocate, conclude, "sono note a tutti: le nostre università, non solo milanesi, i nostri ricercatori, le nostre aziende nei settori biotech, informatica, farmaceutica. Con Ema si sposteranno ricercatori e ce ne saranno altri e noi saremmo un bacino interessante, anche con Human Technopole. Anche sul fronte infrastrutturale e dei trasporti la città è all'avanguardia, visti anche gli ultimi investimenti realizzati su questo fronte. E visto l'impatto che avrà l'eventuale trasloco dell'Agenzia a Milano, la nostra Camera di Commercio deve studiare quali servizi potranno favorire l'insediamento di oltre 700 dipendenti Ema e le loro famiglie".

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