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Tingersi gli occhi, l'ultima moda del ritocco arriva in Italia

MEDICINA
Tingersi gli occhi, l'ultima moda del ritocco arriva in Italia

(Infophoto)

Tingersi gli occhi: è l'ultima frontiera del ritocco, partita dall'Oriente e arrivata anche in Italia attraverso gli Stati Uniti. Le più ambite sono le iridi chiare, che appartengono a una minoranza della popolazione. A farne richiesta soprattutto donne tra i 30 e i 35 anni che hanno già incontrato il 'bisturi estetico' in passato.

Nel Belpaese non c'è alcuna tecnica autorizzata che permetta di schiarire lo sguardo e anche all'estero "non esistono interventi approvati dagli organi di controllo", avverte Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro ambrosiano oftalmico di Milano, presidente del congresso 'Videocatarattarefrattiva' al via venerdì 23 ottobre nel capoluogo lombardo. In Asia si usano lenti a contatto che vengono inserite direttamente dentro l'occhio e non sull'iride, mentre un'azienda californiana ha appena messo a punto una tecnologia che sta sperimentando su pazienti in Sudamerica.

L'intervento, della durata di appena 20 secondi, consiste nel colpire con il laser la melanina, pigmento responsabile della colorazione degli occhi, ma anche di pelle e capelli. Poiché la diversa tonalità è legata alla quantità e alla modalità di distribuzione della melanina, per schiarire gli occhi secondo l'azienda americana sarebbe sufficiente agire sulla sostanza, secondo il principio che sotto un'occhio marrone ce n'è uno blu, come ricorda la società stessa sul suo sito. Gli specialisti chiariscono che anche in questo caso la procedura non è stata approvata da nessun organo di controllo di sanità pubblica, e si teme che possa provocare effetti collaterali a lungo termine.

Si tratta, infatti, di un intervento irreversibile e a senso unico, visto che è possibile passare solamente da occhi scuri a chiari. I chirurghi temono che il pigmento liberato dall'iride possa bloccare la fuoriuscita dell'umor acqueo, aumentando la pressione oculare. Questo potrebbe far insorgere il glaucoma pigmentario, patologia che può condurre alla cecità.

"Credo sia un bene che in Italia sia solo un argomento di discussione e non una pratica - afferma Buratto - Penso che si arriverà a ottenere una tecnica sicura, ma non in tempi brevi. Oggi ne parliamo soprattutto per l'interesse dei pazienti".

Anche in Italia, secondo gli esperti, starebbe crescendo l'interesse verso questa nuova pratica. "Da un anno ricevo almeno una telefonata al mese di persone che vogliono sapere se si possono sottoporre all'intervento nel nostro Paese", spiega all'AdnKronos Salute Buratto, che affronterà l'argomento con colleghi di tutto il mondo durante il meeting europeo ospitato nella città meneghina.

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