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Cancro al seno, in Italia si sperimenta il vaccino

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Cancro al seno, in Italia si sperimenta il vaccino

A Mexican teenager has invented a bra that could provide an early warning for women developing breast cancer.  The technology uses biosensors to measure temperature and alert the wearer to any worrying changes. The young entrepreneur created the bra after his mum nearly died of cancer when he was 13 years old - and now it could potentially save the lives of millions. Women would need to wear the Eva bra for just 60 - 90 minutes a week. Bra is at the prototype stage but the team won $20,000 (£15,500) to develop it. (PICTURE BY©HIGIA TECHNOLOGY) PHOTOGRAPH PROVIDED BY IBERPRESS +39-3428017058 http://www.iber-press.com/ nimarafat@me.com

Partirà nel 2018 un studio clinico internazionale per la sperimentazione di un vaccino contro il cancro del seno. Lo ha annunciato l'Istituto nazionale dei tumori di Napoli Fondazione G.Pascale, l'unico italiano fra i centri coinvolti. Il trial di fase III valuterà l'effetto del vaccino anti Globo H-KLH subito dopo l'intervento chirurgico al seno, come terapia adiuvante, in donne con tumore 'triplo-negativo', un sottotipo al momento trattato solo con la chemioterapia.

I risultati preliminari, sulla base dei quali verrà condotto questo nuovo studio, sono stati presentati al recente congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), a Chicago. La sperimentazione principale sarà affiancata al Pascale da ulteriori studi di combinazione del vaccino con farmaci inibitori dei 'checkpoint' immunologici su pazienti in fase metastatica.

"I farmaci immunoterapici attuali, i cosiddetti inibitori dei checkpoint immunologici - spiega Michelino De Laurentiis, direttore dell'Unità operativa complessa di Oncologia senologica del Pascale - agiscono sostanzialmente rimuovendo il freno immunologico che il tumore tiene premuto per evitare di essere attaccato dal sistema immunitario. Ne consegue un'attivazione generica del sistema immunitario che ha il potenziale negativo di scatenare patologie autoimmunitarie nell'organismo. Una risposta che, proprio perché in qualche modo generica, non è sempre efficace contro il tumore".

Secondo l'esperto, "questo è forse uno dei motivi per cui l'immunoterapia ha avuto finora successi limitati nelle forme tumorali meno immunogene, come il tumore della mammella. I vaccini terapeutici, invece, mirano a scatenare una risposta immunitaria altamente specifica contro il cancro, in teoria potenzialmente più efficace e con meno effetti collaterali".

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