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Zuccheri del latte di mamma alleati contro i 'superbatteri'

MEDICINA
Zuccheri del latte di mamma alleati contro i 'superbatteri'

(Fotogramma)

Squadre di scienziati di tutto il mondo indagano da tempo sui suoi super poteri. Obiettivo: carpire i segreti del latte di mamma, una miscela complessa e continuamente mutevole di proteine, grassi e zuccheri che aiuta a proteggere i bebè dalle infezioni batteriche. Un segreto che potrebbe nascondersi nella sua parte più 'dolce'. Negli Usa un team di chimici e medici dell'università di Vanderbilt è andato a fondo e ha scoperto che proprio gli zuccheri in esso contenuti potrebbero essere dei preziosi alleati contro i 'superbatteri'.

La ricerca, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi dalla dottoranda Dorothy Ackerman al meeting annuale dell'American Chemical Society a Washington Dc, nasce dalla volontà di lavorare al crescente problema della resistenza batterica agli antibiotici, responsabile secondo le stime del Center for Disease Control and Prevention di circa 23 mila morti l'anno negli States. Da qui i riflettori puntati sul latte di mamma e su un ingrediente in particolare.

In passato, spiegano gli esperti, gli scienziati a caccia della fonte delle proprietà antibatteriche del latte materno hanno concentrato l'attività di ricerca sulle sue proteine. Il team interdisciplinare Usa ha ora scoperto che alcuni dei carboidrati presenti nel 'nettare dei bebè' non solo posseggono proprietà antibatteriche proprie ma aumentano anche l'efficacia delle proteine 'antibug'. "Questo è il primo esempio di attività antimicrobica, generalizzata, nella parte di carboidrati del latte umano", sottolinea Steven Townsend, che ha diretto lo studio pubblicato anche sulla rivista 'Acs Infectious Diseases'. "Una delle notevoli proprietà di questi composti è che sono chiaramente non tossici, a differenza di molti antibiotici".

Townsend spiega: "Abbiamo iniziato a cercare metodi diversi per sconfiggere i batteri infettivi, e ci siamo concentrati su uno in particolare: lo streptococco di gruppo B. Ci siamo chiesti se il suo ospite molto comune, cioè la donna in gravidanza, producesse composti in grado di indebolire o uccidere il microbo, causa principale di infezioni nei neonati di tutto il mondo".

Il team ha rivolto l'attenzione agli zuccheri per esplorare il loro ruolo. Gli esperti hanno raccolto carboidrati del latte materno, chiamati anche oligosaccaridi, da un certo numero di campioni di donatori e li hanno profilati con una tecnica di spettrometria di massa che può identificare contemporaneamente migliaia di grandi biomolecole. Poi hanno aggiunto i composti alle colture di streptococco e hanno osservato il risultato al microscopio: non solo alcuni di questi oligosaccaridi uccidono direttamente i batteri, ma rompono anche fisicamente i biofilm che i microbi formano per proteggersi. E se in uno studio pilota si è riusciti a ottenere risultati che in un campione hanno portato all'uccisione di quasi un'intera colonia, ora il lavoro prosegue con uno studio di follow-up in cui si stanno testando campioni aggiuntivi.

"I nostri risultati mostrano che questi zuccheri hanno un 'doppio colpo'. In primo luogo, sensibilizzano i batteri bersaglio e poi li uccidono". L'esperto spiega che "c'è una grande spinta a sviluppare nuovi farmaci antimicrobici con questa capacità". Il team ha anche dimostrato che la capacità degli zuccheri di abbattere i biofilm può aumentare l'efficacia degli altri agenti antimicrobici che il latte materno contiene e in altri lavori ha anche evidenziato che la loro attività antimicrobica si estende ad un certo numero di altri batteri infettivi, tra i quali 2 dei 6 patogeni 'Eskape' causa principale di infezioni ospedaliere in tutto il mondo.

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