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Mangia super peperoncino e finisce in ospedale

MEDICINA
Mangia super peperoncino e finisce in ospedale

(Foto Xinhua)

Partecipare alle gare di degustazione di peperoncino, ormai celebri in Usa, potrebbe avere conseguenze inattese, fra cui una corsa in ospedale. A evidenziarlo sono i medici del Bassett Medical Center di New York, che sul 'BMJ Case Reports' descrivono la disavventura di un giovane uomo finito in pronto soccorso con un bruciante mal di testa ricorrente dopo aver mangiato un 'Carolina reaper', il peperoncino più piccante del mondo.

I suoi sintomi, fa sapere il team di Kilothungan Gunasekaran, sono iniziati subito dopo aver mangiato il peperoncino, con violenti conati di vomito. Poi sono subentrati forti dolori al collo e brucianti mal di testa, ognuno dei quali durava solo pochi secondi, nei giorni successivi. La sofferenza era tale che il giovane si è recato in pronto soccorso, dove è stato sottoposto a una visita e a una batteria di test per varie condizioni neurologiche, con risultati tutti negativi. Una Tac ha poi mostrato che diverse arterie nel suo cervello si erano ristrette: i medici hanno così diagnosticato un mal di testa 'a rombo di tuono' secondario alla sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile (Rcvs).

La sindrome è caratterizzata dal restringimento temporaneo delle arterie, spesso accompagnata appunto dal mal di testa a rombo di tuono. Non sempre questa patologia ha una causa ovvia, ma può verificarsi come reazione a determinati farmaci o droghe. Questo è il primo caso associato al consumo dei peperoncini, spiegano gli autori, anche se sottolineano che mangiare pepe di cayenna era già stato collegato all'improvvisa vasocostrizione delle coronarie e ad attacchi cardiaci.

"Dato lo sviluppo dei sintomi immediatamente dopo l'esposizione a una sostanza vasoattiva nota, è plausibile che il nostro paziente abbia avuto una Rcvs secondaria al Carolina Reaper", scrivono gli autori. I sintomi dell'uomo sono scomparsi da soli. E una nuova Tac cinque settimane dopo la prima visita ha mostrato che le sue arterie erano tornate alla larghezza normale.

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