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Influenza record, oltre 7 milioni a letto

SANITÀ
Influenza record, oltre 7 milioni a letto

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Frenano i nuovi casi d'influenza, che però in Italia hanno ormai superato quota 7 milioni. Nella settima settimana del 2018 - dal 12 al 18 febbraio - si sono ammalate circa 404.000 persone, per un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 7.124.000 casi, secondo le stime dell'ultimo bollettino Influnet.

Un'influenza 'dei record', "come non si vedeva dal 2004-2005 e poi con la pandemica del 2009" dice all'AdnKronos Salute il virologo dell'Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, sempre più convinto che "arriveremo agli 8 milioni di casi. Preoccupano poi - sottolinea - i 112 morti per polmonite, dal momento che ancora dobbiamo fare i conti sull'extra mortalità legata a forme cardiache e respiratorie".

INTENSITA' - La buona notizia è che continua a diminuire il numero di casi di sindrome influenzale e il livello di incidenza è sotto la soglia di "bassa intensità", con 6,67 casi per mille assistiti. La diminuzione del numero di casi, fanno sapere dall'Istituto superiore di sanità, è generalizzato in tutte le fasce di età, anche se più marcato in quelle pediatriche.

BAMBINI - Ma i più colpiti restano ancora i bambini: il livello dell'incidenza è pari a 21,1 casi per mille assistiti al di sotto dei 5 anni e a 10,2 nella fascia di età tra 5 e 14 anni. Nei giovani adulti l'incidenza è scesa a 5,9 casi per mille assistiti e a 2,8 negli anziani.

CURVA EPIDEMICA - Nella settima settimana del 2018 continua dunque la discesa della curva epidemica, che ha raggiunto il picco nella seconda settimana del 2018 con un livello di incidenza "molto alto", paragonabile a quello osservato nelle stagioni 2004-05 e 2009-10, osserva l'Iss. In molte regioni italiane ormai il livello di incidenza è sceso sotto la soglia di bassa intensità.

IL PARERE DELL'ESPERTO - I numeri parlano chiaro. Con circa 7.124.000 casi "ci troviamo di fronte all'influenza più grave degli ultimi 15 anni. Sembra che abbiamo superato quella del 2009 e quella, molto pesante, del 2004-2005". Parola di Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, che sottolinea all'AdnKronos Salute come ancora una volta emerga l'importanza della vaccinazioni, per proteggere le fasce a rischio dalle conseguenze e dalle complicanze del virus influenzale. "I numeri stanno calando, con circa 400 mila casi nell'ultima settimana, e ci aspettiamo che la 'coda' si trascini fino a metà marzo", conclude Rezza.

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