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Flat tax, cosa sappiamo finora

ECONOMIA
Flat tax, cosa sappiamo finora

(Fotogramma)

La flat tax è il piatto forte della riforma fiscale promessa dal governo Lega e M5S. Il dibattito degli ultimi mesi è stato incentrato sugli effetti dell’abolizione delle attuali cinque aliquote Irpef e dello stesso numero di scaglioni di reddito. Quel che ne è emerso è che la tassazione fissa del 15% potrebbe non convenire a tutti. Che si parli di flat tax ad aliquota unica o di dual tax (tassazione al 15% per i redditi fino a 80.000 euro, al 20% per quelli superiori) dalle diverse simulazioni emerge evidentemente che il risparmio aumenta con l’aumentare del reddito.

Così come analizzato in diversi esempi pratici che aiutano a capire come funziona la flat tax, a godere della riduzione della pressione fiscale promessa dal governo sarebbero soltanto i contribuenti e le imprese con redditi che superano almeno i 30.000 euro. Si parla invece di risparmi di poche centinaia di euro per la stragrande maggioranza degli italiani che dichiara guadagni inferiori ai 16.000 euro all’anno.

Al risparmio quasi nullo per la maggioranza dei contribuenti si aggiunge la possibile revisione dell’attuale sistema di agevolazioni fiscali: potrebbero essere riviste e cancellate buona parte delle detrazioni fiscali oggi in vigore, sostituite da una deduzione fissa di 3.000 euro per ciascun componente del nucleo familiare.

Al momento tuttavia mancano i dettagli sull’impianto della riforma della tassazione Irpef per famiglie e imprese ma ad oggi sembra dato ormai per certo un rinvio della flat tax. Nella Legge di Bilancio 2019 potrebbero esserci alcuni accenni di riforma della tassazione soltanto per le piccole imprese, con l’estensione dei limiti per l’accesso al regime forfettario per i titolari di partita IVA.

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