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Migliaia di migranti bloccati al confine greco. Ue stanzierà 700 milioni di euro

02 marzo 2016 | 10.54
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La Commissione Europea stanzierà "700 milioni di euro nei prossimi tre anni" per finanziare il nuovo programma mirato a fornire aiuti ai migranti in difficoltà sul territorio dell'Ue, con un'erogazione iniziale di 300 milioni. Lo ha detto il commissario europeo agli Aiuti umanitari e Gestione delle crisi Christos Stylianides, in conferenza stampa a Bruxelles al termine della riunione del collegio dei commissari.

"Questa proposta fornirà una risposta europea basata sulla solidarietà - ha aggiunto - e mira a rispondere a bisogni primari, dando cibo e riparo" a chi si trova in stato di bisogno. "Ovviamente, questi aiuti di emergenza non risolveranno il problema" dell'afflusso di migranti. "L'unica soluzione è una soluzione europea", ha sottolineato il commissario.

Stylianides ha spiegato che nell'area intorno a Idomeni, un piccolo villaggio al confine tra Grecia e Macedonia, attualmente ci sono "tra 12 e 15mila persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente e immediata". "Dobbiamo agire e limitare la portata del problema - ha sottolineato - è estremamente importante che aiutiamo chi si trova in uno stato di bisogno".

A Idomeni due giorni fa la polizia macedone ha usato i gas lacrimogeni per impedire un tentativo di sfondamento della frontiera da parte di un gruppo di migranti, diretti verso il Nord Europa ma bloccati al confine.

E altri continuano ad arrivare: solo oggi più di un migliaio di persone ha raggiunto il porto di Atene, il Pireo, proveniente dalle isole greche. L'emittente radiofonica statale greca ERT ha reso noto che la polizia macedone ha concesso l'ingresso attraverso il confine a Idomeni prima di 170 migranti in arrivo da Siria e Iraq, poi di un altro gruppo di una ventina di richiedenti asilo. Sono i primi profughi a riuscire a passare la frontiera da lunedì pomeriggio.

Intanto le agenzie umanitarie continuano a lanciare l'allarme per le condizioni in cui si trovano i migranti: l'Acnur, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha sottolineato la gravità della situazione e ha parlato di una crisi umanitaria auto-provocata che ormai è al suo apice. L'allarme è alto soprattutto per le condizioni di salute dei migranti, tra i quali ci sono molti bambini. Caroline Haga, coordinatrice per le emergenze alla Croce Rossa, ha riferito di tre nuovi campi allestiti dai militari greci vicino Idomeni, ma già pieni, ognuno con circa 2mila rifugiati.

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