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Terrorismo: 46mila siti pro Is, 17 mln di sauditi a rischio estremismo online

18 maggio 2015 | 10.06
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Per Al-Daajah arriva da Internet un enorme rischio per la società saudita. Ramadi in mano all'Is, 500 morti in scontri e 8mila sfollati nell'Iraq occidentale

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Ci sono oltre 46mila siti in Internet che sostengono lo Stato Islamico (Is) . Lo denuncia Hassan Al-Daajah, esperto di sicurezza e social media, che in un'intervista al quotidiano al-Watan avverte che circa 17 milioni di cittadini sauditi sono a rischio di diventare vittime del terrorismo elettronico. ''Quando abbiamo visto che circa 17 milioni tra donne e uomini sauditi stanno usando l'Internet, abbiamo compreso le dimensioni del pericolo elettronico che sta minacciando la nostra società'', ha detto l'eseprto. Se le autorità di Riad non agiscono velocemente, ha dichiarato, potrebbe aumentare l'influenza dell'Is sulla società saudita.

''I siti Internet sono un buon mezzo di propaganda per Daesh (acronimo arabo dell'Is, ndr) in quanto permette di eludere i controlli fisici, la supervisione e le restrizioni'', ha aggiunto al-Daajah. ''Questi siti sono facilmente accessibili e si stanno diffondendo tra molti esponenti della società saudita'', ha sottolineato. Inoltre Daajah ha evidenziato come le organizzazioni terroristiche abbiano aggiornato i loro messaggi con toni ''emozionati e appassionati''. ''Cercano anche di denigrare e manipolare le idee e il pensiero degli imam moderati'', ha affermato.

Inoltre ''i terroristi presentano i governi arabi e islamici come (governi, ndr) fantocci in mano ai Paesi occidentali per convincere i giovani musulmani che tutte le catastrofi disastri che pesano sui musulmani dipendono dalle azioni fallimentari di questi governi'', ha detto l'esperyo saudita.

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