Giorno Memoria, Meloni: "Condanniamo complicità regime fascista". Segre: "Gaza ha fatto riesplodere antisemitismo"

Il 27 gennaio 1945 venne liberato il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Mattarella: "Orrore che non ha mai fine". La premier: "Antisemitismo non ancora sconfitto". Schlein. "Vigilanza costante contro ogni revisionismo e rigurgiti antisemiti"

Liliana Segre - Ipa
Liliana Segre - Ipa
27 gennaio 2026 | 12.00
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Bandiere a mezz'asta in Senato, Colosseo illuminato dalle 18,30 e momenti di silenzio nelle scuole. Oggi, 27 gennaio, Giorno della Memoria, si commemora il giorno in cui nel 1945 venne liberato il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

Mattarella: "Orrore che non ha mai fine"

Al Quirinale il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha parlato di "orrore che non ha mai fine". E affermato che "contro razzismo e antisemitismo serve rigore da parte dell'Ue". Presenti la premier Giorgia Meloni e altri esponenti del governo, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, quello della Cultura Alessandro Giuli, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara e il titolare dello Sport, Andrea Abodi.

"Abbiamo appena ascoltato le storie tragiche -particolarmente atroci - di due piccoli italiani, Sergio ed Elena. Tutte le violenze sono inaccettabili, spregevoli, ma quelle contro i bambini, in ogni parte del mondo, addolorano, scuotono le coscienze e le interpellano ancora più in profondità. Ogni volta che ci accostiamo al tema della Giornata della Memoria, ogni volta che assistiamo alla rievocazione di quell’inferno sulla terra, ogni volta che sentiamo narrare le storie delle vittime e dei loro aguzzini, veniamo colti, nonostante i tanti decenni che ormai ci separano, da quella tragica catena di mostruosità, da angoscioso sbigottimento. Come se quella discesa dolorosa -ricordata, studiata, analizzata- al punto più oscuro della storia dell’uomo, riservasse sempre la scoperta di nuovi episodi, di nuove pagine, di un orrore che sembra non avere mai fine. Perché, in realtà, non ha mai fine", ha affermato il presidente della Repubblica.

Mattarella ha poi rinnovato alla "senatrice Segre la riconoscenza della Repubblica per la sua preziosa testimonianza degli orrori vissuti e per il suo messaggio, sempre contrassegnato dal rigetto dell’odio, della vendetta, della violenza. Cara senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l’affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità". "Volgarità e imbecillità: come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati. Volgarità e imbecillità -ha aggiunto il Capo dello Stato- che non ne riducono la gravità: il loro riproporsi e diffondersi è indice di alta pericolosità e interpella una azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l’Unione Europea".

Meloni: "Antisemitismo non ancora sconfitto"

"Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l’abisso della Shoah. Da quel momento, tutto è cambiato". Lo dichiara la premier Giorgia Meloni, in occasione del Giorno della Memoria. "La più grande macchina di morte concepita nella storia dell'umanità - rimarca Meloni - mostrava a tutti la sua ferocia, la sua sistematicità, il suo disegno diabolico. Milioni di persone strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio, solo perché di religione ebraica. Un piano congegnato e messo in atto per cancellare dall’Europa ogni traccia della presenza, millenaria e feconda, degli ebrei e delle comunità ebraiche".

"Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938", prosegue la presidente del Consiglio.

"Purtroppo, - continua Meloni - a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale".

La Russa: "Non cicatrici passato ma ferite aperte, consapevoli responsabilità italiane"

"Noi abbiamo il dovere di tramandare il ricordo della Shoah a chi verrà dopo di noi, perché è sulla memoria di ciò che è stato e ciò che non deve più accadere che si fondano e traggono forza quegli ideali di giustizia, di libertà, il rispetto della vita, della dignità umana, che sono il cuore della nostra Costituzione e della nostra comunità nazionale. Apprezzo il lavoro che la commissione Affari costituzionali sta svolgendo per le nuove norme sull'antisemitismo e la presidenza del Senato auspica che l'Aula termini il provvedimento possibilmente entro il mese di febbraio", ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in occasione della commemorazione al Senato del Giorno della memoria.

"Contrapponiamo la forza della memoria all'ignoranza, all'indifferenza -ha aggiunto la seconda carica dello Stato- che nutrono i semi dell'odio e del razzismo, dell'antisemitismo e dell'antisionismo. Odio, indifferenza e ignoranza non sono soltanto cicatrici del passato, ma ferite ancora aperte, di fronte alle quali non possiamo rimanere in silenzio o, peggio, voltarci dall'altra parte. Il ricordo di quello che avvenne nelle responsabilità anche italiane è presente in tutti noi, così come sono presenti in noi i pericoli di questa fase storica, incarnati da chi vorrebbe annullare il diritto di esistere di Israele".

"Non sono quindi soltanto cicatrici del passato - ha ribadito La Russa- ma sono ferite ancora aperte, alle quali dobbiamo prestare grande attenzione. Abbiamo il dovere quindi di ricordare, affinché le tragedie del passato non tornino più. Le pagine buie e i rastrellamenti a cui assistette impotente anche l'italia e con la corresponsabilità anche italiana sono una memoria che in questa giornata non possiamo trascurare. Abbiamo il dovere di camminare insieme sulla strada della memoria, rendendo onore alle tante, troppe vite spezzate dall'olocausto, costruendo insieme un futuro di pace e di rispetto per tutti i popoli, per tutte le comunità".

Segre: "Ritorsioni deliranti, Gaza ha fatto riesplodere antisemitismo"

La senatrice a vita Liliana Segre è intervenuta sia durante la cerimonia al Quirinale sia in Senato, dove ha aperto i lavori dell'Assemblea al fianco del presidente Ignazio La Russa. Al Quirinale ha detto che "si può, si deve parlare di Gaza, di Iran, di Ucraina, di Venezuela e di Sudan, e di tutto ciò che offende la dignità e chiama in causa la nostra responsabilità di cittadini di un mondo globale. Il problema è un altro: non si può usare Gaza contro il Giorno della Memoria. Tentare di oscurare o alimentare o lasciar correre ossessivi tentativi di banalizzazione di distorsione e di inversione della Shoah, non si può accettare che diventi una vendetta sulle vittime di allora".

"Il Giorno della Memoria - ha aggiunto Segre - non è per gli ebrei. E' principalmente per tutti gli altri. Serve per ricordare la nostra storia, quello che fece l'Italia fascista di allora, la Germania nazista e molti stati europei contro le razze considerate inferiori, contro i più deboli e i diversi. Contro l'umanità. Il Giorno della Memoria è per ricordare i carnefici, ma anche quelli che si opposero, e i giusti che tentarono a costo della vita di salvare i perseguitati".

Poi in Senato ha dichiarato che "il tragico conflitto a Gaza, con le enormi sofferenze subite da tanti innocenti, ha fatto riesplodere un antisemitismo che prima sembrava sopito, non che non ci fosse ma era nascosto. Il principio cardine, come per tutti i razzismi, è quello della colpa collettiva, una colpa che si propaga nel tempo e nello spazio per cui l'accusa di deicidio rivolta agli antenati è stata usata nel corso dei secoli contro tutte le generazioni successive e le malefatte vere o presunte di ogni singolo ebreo sono state usate per alimentare l'ostilità e il pregiudizio contro tutti gli ebrei ovunque nel mondo", ha detto Liliana Segre celebrando al Senato il Giorno della memoria.

"Oggi - ha aggiunto la senatrice a vita - siamo arrivati a un'espansione ulteriore per cui la colpa addirittura risale a ritroso la linea del tempo e ci tocca leggere frasi" come "l'e vittime di allora hanno perpetrato un nuovo genocidio oggi', un pensiero delirante e ripugnante, che è alla base delle ritorsioni, non saprei come chiamarle, che stanno colpendo il Giorno della memoria".

Fontana: "Leggi razziali pagine più buie e vergognose della nostra storia"

"La Shoah non può essere in alcun modo cancellata dalla memoria collettiva. Non dobbiamo mai dimenticare il massacro di milioni di donne, di uomini inermi, di anziani indifesi e di bambini innocenti. Le leggi di Norimberga che sancirono la politica antisemita del regime nazista e le leggi razziali adottate nel '38 dal fascismo restano una delle pagine più buie e vergognose della nostra storia". Lo ha affermato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, celebrando in Aula il Giorno della memoria.

"Ma in quegli anni crudeli -ha aggiunto - vi furono uomini e donne che anche nel nostro Paese, a rischio della propria incolumità, si prodigarono per salvare tanti ebrei, aiutandoli a fuggire dalla morte sicura. 794 italiani sono stati riconosciuti tra i 'Giusti' tra le nazioni. Oggi, mentre si diffondono inaccettabili derive di stampo razzista e antisemita, non si può rimanere indifferenti. Occorre adottare ogni iniziativa per contrastare queste ideologie con la massima determinazione. Dobbiamo tutti vigilare al livello più alto possibile".

"In occasione di questa giornata, le istituzioni sono chiamate a ricordare e a riflettere su quanto accadde allora e su quanto sta accadendo ora. E proprio per consolidare la coscienza civica delle nuove generazioni, la recente legge 46 del 25 marzo '25 ha istituito un apposito fondo per promuovere e per incentivare i viaggi nella memoria presso i campi di concentramento e di sterminio nazisti per gli studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado. Dobbiamo fornire ai ragazzi italiani ed europei - ha concluso Fontana - gli strumenti per essere pienamente consapevoli di quella immane tragedia e della sua portata storica. Va mantenuto saldo il filo della memoria con chi li ha preceduti, nella speranza che sappiano far prevalere sempre il bene e il libero confronto tra le culture differenti". L'Aula ha quindi osservato un minuto di silenzio.

I ministri

“L’orrore della Shoah ha segnato indelebilmente la nostra civiltà. Ricordare significa tenere viva la Memoria e rafforzare una risposta che è innanzitutto civile e culturale contro ogni pulsione antisemita. Un’Europa forte e unita rappresenta l’antidoto a quelle atrocità, a difesa della dignità umana”, così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ed esponente di Forza Italia, Gilberto Pichetto.

Su X il messaggio della ministra del Turismo e del il ministro dell’Interno. Daniela Santanchè scrive: "Oggi è il giorno della memoria. Ma ogni giorno è giusto per ricordare il genocidio degli ebrei. Non permettiamo che il ricordo svanisca"), mentre Matteo Piantedosi: “Il 27 gennaio non è una data che appartiene solo al passato. Ricordare la Shoah, l’abisso dei campi di sterminio e la vergogna delle leggi razziali non è un rito formale, né una stanca consuetudine istituzionale. Onorare le memoria di tutte le vittime della barbarie nazifascista è oggi più che mai fondamentale, non solo per contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, ma anche per combattere un nemico più subdolo e insidioso: l’indifferenza che permette al male di radicarsi".

"Nel nostro Paese - prosegue il ministro dell'Interno - non potrà mai esserci spazio per la violenza e l’antisemitismo. Per questo è necessario dare nuovo slancio all’impegno di Istituzioni e società civile nel contrastare i reati d’odio, fronteggiare l’intolleranza e preservare il tessuto sano della nostra società. Mi appello alle giovani generazioni: la Memoria è l’antidoto più forte per difendere e proseguire nella costruzione di quel futuro di pace e coesione che abbiamo ereditato grazie al sacrificio di tutti coloro che hanno combattuto contro regimi e totalitarismi, a costo della propria vita”.

Schlein: "Vigilanza costante contro ogni revisionismo e rigurgiti antisemiti"

"Fare memoria non vuol dire solo ricordare: vuol dire coltivare l’impegno quotidiano perché ciò che è accaduto non accada più. La memoria dell’Olocausto, il momento più buio della storia umana, è consapevolezza di ciò che ha portato all’assassinio sistematico e pianificato di oltre 6 milioni di ebrei cancellando intere generazioni, e di altre comunità che i nazifascisti e chi ha collaborato con loro ritenevano inferiori, di rom e sinti, di persone con disabilità e omosessuali, di oppositori politici. Uno sterminio perpetrato negando la loro stessa umanità. La Giornata della memoria è stata istituita per ricordare l’Olocausto, le leggi razziali, la resistenza di chi si è opposto all’orrore". Lo dice Elly Schlein.

"Per questo la memoria deve chiamare tutte e tutti a una costante e attiva vigilanza per estirpare le radici dell’odio dalle nostre società, a una concreta opera di costruzione quotidiana di una società fatta di rispetto per l’altro, di eguaglianza, di giustizia e libertà, di contrasto di ogni revisionismo e di ogni discriminazione, a partire dai rigurgiti antisemiti. Su questo non ci stancheremo mai di tenere alta l'attenzione. Perché se ciò è accaduto, nessuno può esser certo che non accada di nuovo, e abbiamo il dovere di imparare dalla storia e dalla memoria", conclude la segretaria del Pd.

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