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Covid, la variante Eris domina in Italia

I dati dell'Istituto superiore di sanità: "Risulta prevalente al 51% e in leggero aumento". Pirola sale a 1,3%, in calo la variante Arturo

Covid, analisi in laboratorio - Fotogramma
Covid, analisi in laboratorio - Fotogramma
31 ottobre 2023 | 15.34
LETTURA: 2 minuti

La variante di Eris del Covid (EG.5) domina in Italia. Secondo la flash survey di ottobre pubblicata dall'Istituto superiore di sanità (Iss) "risulta prevalente e in leggero aumento". E' al 51%, rispetto 44,7% della precedente indagine. L'altra variante Covid sotto i fari, BA.2.86 - battezzata Pirola dagli esperti sui social e sotto la lente per il suo elevato numero di mutazioni - ha una prevalenza che risulta in aumento a quota 1,3%, rispetto allo 0,2% della precedente rilevazione.

Sono in calo invece i valori di prevalenza di Arturo XBB.1.16, che continua il suo declino ed è adesso all'8.6%, contro il 12,8% della precedente indagine, di XBB.1.9 (9,5% contro 13,2% della precedente indagine) e di Acrux XBB.2.3 (6,3% contro 10% della precedente indagine).

Questo il quadro che emerge dalla valutazione dei campioni notificati dal 16 al 22 ottobre 2023, nell'ambito delle indagini periodiche eseguite con la rete di laboratori per stimare la prevalenza delle varianti del virus Sars-CoV-2 circolanti nel Paese.

"Si conferma, anche in questa indagine, la predominanza di ceppi virali ricombinanti riconducibili a XBB e una elevata variabilità dei ceppi virali circolanti come suggerito dal numero dei lignaggi identificati", analizza l'Iss. Lo scenario tricolore è in linea con quanto viene descritto su scala globale e contestualmente - rileva l'Iss - si continua a osservare la circolazione di discendenti di BA.2.75 Centaurus, e in particolare della variante sotto monitoraggio DV.7 (4,1%), globalmente in crescita.

Quanto a Pirola, la sua presenza in Italia cresce, come viene segnalato anche a livello europeo, con una prevalenza nelle regioni/province autonome che si colloca in un range compreso tra lo 0% e il 6,3%. BA.2.86 viene monitorata per la presenza di numerose mutazioni nella proteina Spike che la distinguono dal lignaggio parentale BA.2 (Omicron 2) e dai lignaggi attualmente circolanti, e non sembra attualmente essere associata ad una maggiore gravità della malattia, ricorda l'Iss.

Nell'attuale scenario, concludono gli esperti, "è necessario continuare a monitorare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali, la diffusione delle varianti virali, e in particolare di quelle a maggiore trasmissibilità o con mutazioni correlate a potenziale evasione della risposta immunitaria".

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