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A. Saudita: no commesse in gioielleria, inadatte a difendere i preziosi

27 febbraio 2014 | 13.08
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(Aki) - Si accende la polemica in Arabia Saudita sul divieto di assumere commesse nelle gioiellerie. Il responsabile del settore 'Oro e Preziosi' della Camera di Commercio e dell'Industria di Riad, Karim al-Enaizi, ha motivato il veto sostenendo che la "natura delle donne" rende loro impossibile svolgere questo lavoro che richiederebbe invece - secondo la sua opinione - qualita' come la forza e il coraggio per difendere i preziosi custoditi nelle gioiellerie. Alcuni imprenditori sauditi del settore, invece, reputano le donne all'altezza di questo lavoro e in grado di svolgerlo meglio degli uomini.

A scatenare il dibattito sulla questione e' stato lo stesso al-Enaizi con un'intervista al quotidiano 'al-Hayat'. "E' difficile per una donna proteggere una gioielleria, che vale milioni di riyal (la moneta saudita, ndr). E' la natura stessa delle donne che non permette loro di adempiere a questo compito", ha affermato, provocando la reazione di Ayman al-Hafar, ceo di 'L'Azurde', numero uno delle aziende di gioielleria in Arabia Saudita. "Siamo pronti ad assumere solo donne se ne avessimo la possibilita'. Le donne sono infatti le migliori per trattare con le clienti", ha replicato al-Hafar, che al momento ha piu' di 100 donne alle dipendenze, tutte come designer. (segue)

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