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Abi-Cerved, sofferenze banche

02 aprile 2015 | 15.21
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In quattro anni le sofferenze nei crediti alle imprese italiane si sono quintuplicate passando da 26 a 131 miliardi di euro. Lo evidenzia una ricerca Abi-Cerved che mostra come dello stock di 184 mld di sofferenze lorde di dicembre 2014, oltre la metà è originato da società non finanziarie

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In quattro anni le sofferenze nei crediti alle imprese italiane si sono quintuplicate passando da 26 a 131 miliardi di euro, un dato che conferma come questo tipo di prestiti rappresenti il fattore di maggiore vulnerabilità per le nostre banche. Ma il rischio è assai più alto nei prestiti alle micro-imprese (con meno di 10 addetti), evidenziando il problema dimensionale, più volte sottolineato da Bankitalia. Lo evidenzia una ricerca Abi-Cerved che mostra come dello stock di 184 miliardi di euro di sofferenze lorde raggiunto a dicembre 2014, oltre la metà (131 miliardi, pari al 16% dei crediti concessi) sia originato da società non finanziarie.

L'analisi mostra però come il tasso di ingresso in sofferenza per i prestiti alle micro-imprese si sia attestato nel 2014 al 3,9% rispetto all'1,9% delle grandi imprese (con più di 250 addetti). Si attesta poi al 3,2% il livello per le piccole imprese e al 2,6% per le medie.

Per il biennio 2015-2016 lo studio stima un calo del tasso di ingresso in sofferenza complessivo da una media del 3,6% nel 2013 (ma nel terzo trimestre 2014 era salito al 3,7%) rispettivamente al 3,4% per l'anno in corso e al 3,0% per il successivo. Inoltre l'analisi stima l’avvio di un graduale processo di convergenza dei tassi con una riduzione del gap tra società minori e quelle di dimensione maggiore.

Per quanto riguarda l'andamento per settori, secondo i dati della Banca d'Italia, nel 2013 il tasso di ingresso in sofferenza si è attestato al 3,5% nell'industria, al 5% nell'edilizia e al 3,2% nel terziario, con un forte ampliamento dei divari settoriali rispetto ai livelli del 2007 (compresi tra l'1,5% e l'1,8%). In base alle stime, nell'industria è previsto un miglioramento già nel 2014, mentre nelle costruzioni e nei servizi i tassi risulteranno in ulteriore aumento toccando valori, rispettivamente, del 5,4% e del 3,4%.

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