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Aborto: In Italia fino al 100% ginecologi obiettori in alcune regioni

12 marzo 2014 | 15.32
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Roma, 12 mar. (Adnkronos Salute) - Impossibile applicare la legge 194, sull'interruzione volontaria di gravidanza, in diverse aree del nostro Paese, dove l'obiezione di coscienza dei medici raggiunge punte del 100%. La cronaca riporta il caso dell'ospedale di Jesi, in provincia di Ancona: 10 ginecologi, 10 obiettori. Ma non mancano situazioni simili in altre Regioni, persino in Lombardia dove 11 presidi ospedalieri su 63 - tra quelli con un reparto di ginecologia e ostetricia - contano la totalità dei ginecologi contrari all'Igv, secondo la denuncia il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Sara Valmaggi (Pd). Situazioni estreme che si inseriscono, però, in un quadro già complesso, come testimonia la 'bacchettata' arrivata al nostro Paese nei giorni scorsi dall'Europa.

Secondo il Comitato europeo per i diritti sociali, infatti, l'obiezione di coscienza, che in Italia raggiunge il 70% di media con punte del 90% nei singoli ospedali, mette a repentaglio la vita della donna. E soprattutto viola il diritto alla salute e all'accesso a cure terapeutiche previsto e garantito dalla Costituzione italiana. I dati del ministero della Salute, nell'ultima relazione al Parlamento sull'attuazione della legge 194, indicano un progressivo aumento dei medici obiettori, con la crescita del 17,3% in 30 anni, a fronte di un dimezzamento degli aborti nello stesso periodo. Sempre secondo le cifre ufficiali a livello nazionale, si è passati dal 58,7% di ginecologi obiettori del 2005 al 69,3% nel 2010 e nel 2011. Tra gli anestesisti la situazione è più stabile, con una variazione dal 45,7% nel 2005 al 50,8% nel 2010 e al 47,5% nel 2011. In aumento gli obiettori anche tra il personale non medico, dal 38,6% nel 2005 al 43,1% nel 2011. (segue)

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