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Acquari, saune e mini-bar: in Messico scoperte 'celle di lusso' nel carcere della rivolta

15 febbraio 2016 | 16.54
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(Afp)

Acquari, schermi piatti giganti, saune e mini-bar. E' quanto ha scoperto la polizia messicana all'interno delle celle del carcere Topo Chico di Monterrey, nello stato del Nuevo León, teatro la scorsa settimana di una rivolta costata la vita a 49 detenuti. Secondo quanto riferito dai funzionari messicani, gli agenti hanno ripreso il controllo del penitenziario smantellando tutti i privilegi che erano concessi ad alcuni capi della criminalità organizzata.

La rivolta è scoppiata giovedì scorso intorno a mezzanotte ed è durata meno di un'ora. Ad innescarla due fazioni rivali del cartello della droga Zeta, in lotta per il controllo del carcere. Le gang si sono scontrate con armi da taglio, bottiglie, mazze e bastoni e la maggior parte delle 49 vittime sono state accoltellate o picchiate. Un detenuto è stato ucciso da una guardia, che è stato accusato di omicidio. Il direttore del carcere Gregoria Salazar Robles e il suo vice sono stati arrestati.

Al momento della rivolta, nel penitenziario erano presenti 3800 detenuti, il 35% in più del previsto. Ma mentre la maggior parte dei prigionieri erano tenuti in celle senza acqua, ventilazione o luce, i leader delle bande godevano di privilegi speciali. In una dichiarazione, l'ufficio del procuratore dello stato di Nuevo Leon ha reso noto che il capo del cartello 'Los Zetas', Ivan Hernandez Cantu, aveva una cella dotata di un letto king-size, un bagno di lusso e un enorme televisore. Altri detenuti avevano condizionatori d'aria, mini-frigo, acquari e persino saune.

La polizia ha anche smantellato 280 stand gastronomici, un bar e centinaia di altari di Santa Muerte, una figura simile alla morte venerata da molti membri dei cartelli della droga messicano. Già in passato gli ispettori penitenziari avevano denunciato il fatto che i prigionieri 'ordinari' dovevano pagare per 'affittare' lo spazio nelle celle e comprare il cibo a prezzi gonfiati dagli altri detenuti. Coloro che non potevano permetterselo dovevano fare i turni per dormire, o mettere i letti nel corridoio.

"Tutti questi privilegi appartengono al passato", ha detto un rappresentante delle autorità, aggiungendo che nel penitenziario saranno ora inviati dei consulenti legali per "rivedere i casi di ciascun detenuto".

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