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Addio a Mario Dondero, maestro della fotografia

14 dicembre 2015 | 09.19
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Un ritratto di MarioDondero, foto ZepStudio

Milanese, classe 1928 ma di origini genovesi, si è spento a Fermo all'età di 87 anni il grande fotografo e fotoreporter Mario Dondero. Dopo un passato da giovanissimo partigiano, in Val d'Ossola, Dondero si avvicina prestissimo al giornalismo e alla fotografia, iniziando a collaborare nei primi anni '50 con 'L'Unità', 'Milano Sera' e 'L'Avanti', legandosi ai frequentatori del famoso bar Jamaica di Milano, noti come il gruppo dei Giamaicani, di cui fanno parte, tra gli altri, Camilla Cederna, Ugo Mulas, Luciano Bianciardi e Giulia Niccolai.

Nel 1955 Dondero si sposta a Parigi e inizia a collaborare con diverse prestigiose testate tra le quali 'Le Monde', 'Le Nouvel Observateur', 'Daily Herald', 'L'Illustrazione Italiana' e 'L'Espresso'. Nella ville lumière frequenta scrittori e intellettuali del calibro di Daniel Pennac, Roland Topor e Claude Mauriac. Non a caso una delle sue foto più celebri, pubblicata in tutto il mondo, ritrae il gruppo degli scrittori del 'Nouveau roman' davanti alla sede delle Editions de Minuit (Nathalie Sarraute, Samuel Beckett, Alain Robbe-Grillet, Claude Mauriac, Claude Simon, Jérôme Lindon, Robert Pinget, Claude Ollier).

Sempre a Parigi Dondero inizia a collaborare con le riviste 'Jeune Afrique', 'Afrique-Asie', 'Demain l'Afrique', manifestando un vivace interesse per l'Africa, e sempre dalla capitale francese ha lavorato per 'Il Giorno' nel periodo della Guerra d'Algeria. In Italia ha lavorato a lungo con diverse testate tra le quali 'Vie Nuove', 'Tempo illustrato', 'L'Europeo' e 'L'Espresso'. Celebre anche la sua collaborazione con 'Epoca' sia durante la direzione di Enzo Biagi che in tempi più recenti sotto la direzione di Carlo Rognoni. Ha anche pubblicato sul 'Manifesto' e sul settimanale 'Diario' di Enrico Deaglio. Dondero ha collaborato anche con la Rai e, in tempi più recenti, ha documentato il lavoro di Emergency, del quale è un attivo sostenitore, in Afghanistan.

In una nota il ministro dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa del fotografo: "Partigiano, giornalista, fotoreporter, inviato di guerra e fotografo di grande sensibilità Mario Dondero ha documentato oltre mezzo secolo di storia mondiale con uno sguardo che dal particolare si è sempre esteso all'universale tenendo ben fisse nell'obiettivo le sofferenze umane. Ci mancherà la sua visione attenta e coraggiosa della realtà che ha reso grande la sua fotografia".

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