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Siria, uccisi 33 soldati turchi dalle forze Damasco

POLITICA
Siria, uccisi 33 soldati turchi dalle forze Damasco

Afp

Sono almeno 33 i soldati turchi uccisi e decine di altri quelli rimasti feriti dalle forze del regime di Bashar al-Assad nella provincia di Idlib, nella Siria nordoccidentale. Lo ha dichiarato all'agenzia di stampa Anadolu il governatore della provincia di Hatay che confina con quella di Idlib, Rahmi Dogan. ''Ci sono feriti gravi'' tra i soldati colpiti ''e sono stati ricoverati negli ospedali'', ha spiegato.


"Il presidente siriano Bashar al-Assad e i suoi uomini pagheranno a caro prezzo l'attacco sferrato contro le truppe turche", ha dichiarato il vice presidente turco Fuat Oktay, aggiungendo che "il capo dello Stato terroristico Assad passerà alla storia come un criminale di guerra e gli elementi del regime pagheranno un caro prezzo per questo attacco orribile''.

Israele ha condotto nella notte raid aerei contro forze del regime di Damasco e milizie alleate nel sud della Siria. Lo ha reso noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani, spiegando che elicotteri israeliani hanno colpito postazioni siriane a Qahtaniyeh, al-Harba e nella città di Quneitra attorno a mezzanotte. Nei raid è rimasto ucciso un soldato siriano, mentre altri sette sono rimasti feriti, alcuni dei quali in modo grave.

Intanto, la Nato ha convocato per oggi un vertice straordinario per discutere dell'escalation della violenza a Idlib, nella Siria nordoccidentale, accogliendo la richiesta della Turchia. Lo rende noto la Segreteria generale dell'Alleanza Atlantica su Twitter.

Il Segretario generale Jens Stoltenberg ha condannato l'escalation nella provincia di Idlib, nel nordovest della Siria, chiedendo una ''fine immediata'' delle ostilità. Un appello è stato quindi rivolto al regime di Damasco e agli alleati russi, perché rispettino il diritto internazionale e sostengano gli sforzi delle Nazioni Unite per portare la pace nel Paese, come ha dichiarato la portavoce della Nato Oana Lungescu citata dall'agenzia di stampa Anadolu. ''Per allentare la tensione, tutte le parti devono evitare questa terribile situazione e vanno migliorate le condizioni umanitarie'', ha affermato Stoltenberg.

Fonti diplomatiche citate dall'agenzia di stampa Anadolu hanno riferito di un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu e Stoltenberg. Il contenuto della conversazione non è stato reso noto.

Dal canto suo, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha ribadito la richiesta per un cessate il fuoco ''immediato'' nella provincia di Idlib. Guterres ha detto di ''seguire con preoccupazione'' l'escalationa, sottolineando che ''non esiste una soluzione militare'' al conflitto in Siria e che ''la unica soluzione possibile è data da un processo politico sostenuto dalle Nazioni Unite nel rispetto della risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza'' dell'Onu. E' quanto si legge in un comunicato diffuso dal suo portavoce, Stephane Dujarric.

Allo stesso modo, Guterres ha espresso la sua ''preoccupazione'' per le ''conseguenze'' che le azioni militari nel nordovest della Siria possono avere sulla popolazione civile. ''Senza una azione urgente, le conseguenze dell'escalation peggiorano di ora in ora'', ha detto.

Anche il Dipartimento di Stato americano ha chiesto al regime di Damasco e agli alleati russi di mettere ''immediatamente fine'' agli attacchi nella provincia di Idlib, nella Siria nordoccidentale. In una nota, il Dipartimento di Stato Usa si è anche detto ''preoccupato'' per la recente escalation e per ''l'attacco contro i soldati turchi'', affermando di ''stare dalla parte del nostro alleato nella Nato, la Turchia''.



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