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Al via il semestre europeo lettone. Riga punta su competitività ed economia digitale

02 gennaio 2015 | 20.28
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E' la prima presidenza in assoluto del Consiglio Ue dall'ingresso della Lettonia nell'Unione nel 2004. Fin dall'inizio il governo sarà impegnata con la definizione del piano di investimenti da 315 miliardi di euro proposto da Juncker

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Il primo ministro lettone Valdis Dombrovskis (Infophoto) - INFOPHOTO

Puntare sulla competitività e sul potenziale delle imprese per creare nuovi posti di lavoro, rafforzare il ruolo internazionale dell'Europa, attraverso la partnership orientale e gli accordi commerciali come il Ttip, e sfruttare le opportunità dell'economia digitale. Queste le priorità della Lettonia nel semestre di presidenza del Consiglio dell'Unione europea, al via da oggi. Per Riga, che raccoglie il testimone dell'Italia che ha chiuso ieri il proprio semestre, è la prima presidenza in assoluto del Consiglio Ue dal suo ingresso nell'Unione nel 2004, mentre per un Paese baltico è la seconda, dopo quella della Lituania nel 2013.

La presidenza lettone sarà anche la prima a lavorare con le istituzioni europee completamente rinnovate, dal Parlamento alla Commissione e al Consiglio Ue, dopo che l'Italia ha vissuto nel suo semestre tutta la fase di transizione.

Ma saranno anche sei mesi pieni di incognite a livello internazionale, sia dentro che fuori dall'Europa, con le elezioni anticipate in Grecia e le possibili ripercussioni sui mercati, il voto in Gran Bretagna e la probabile crescita dell'Ukip, la crisi in Ucraina e i rapporti con la Russia.

Fin dall'inizio del suo semestre Riga sarà impegnata con la definizione del piano di investimenti da 315 miliardi di euro proposto dal presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, e approvato dagli Stati membri nell'ultimo vertice europeo di dicembre. I dettagli del piano saranno preparati dall'esecutivo di Bruxelles, ma la presidenza lettone dovrà coordinare i lavori per consentire la sua approvazione entro giungo, in modo da renderlo operativo a partire dal mese successivo.

Per aumentare la competitività delle imprese europee la presidenza lettone, oltre che puntare sul rilancio degli investimenti, intende attuare il semestre europeo per promuovere le riforme strutturali nei Paesi Ue e la strategia, rivista e aggiornata, di 'Europa 2020', rafforzare il mercato unico, fare passi avanti nell'Unione energetica e rinforzare l'Unione economica e monetaria.

Altra priorità è l'economia digitale, settore di eccellenza del Paese. Riga è la capitale europea di internet, con il maggior numero di punti wifi per metro quadrato in Europa, la più alta penetrazione della banda larga e i servizi internet più veloci nell'Ue. La presidenza intende lavorare sulle misure per rimuovere le barriere al commercio transfrontaliero on line, su un quadro più solido per la protezione dei dati, sulla tutela dei diritti dei consumatori e sull'accesso alla rete per la pubblica amministrazione.

Per rafforzare il ruolo dell'Europa sullo scenario internazionale la presidenza lettone a Bruxelles mira a fare passi avanti negli accordi commerciali bilaterali, in particolare accelerando i negoziati con gli Stati Uniti per la definizione del Transatlantic Trade and Investment Partnership, l'accordo bilaterale sul commercio che le parti vogliono chiudere entro il 2015. Altri fronti di intervento della Lettonia sono la sicurezza e la difesa, le migrazioni, l'allargamento, lo sviluppo e le politiche di vicinato.

Ma la presidenza della Lettonia dovrà affrontare anche scenari che potrebbero diventare drammatici. Il prossimo 25 gennaio si terranno le elezioni anticipate in Grecia, con il partito di estrema sinistra Syriza che potrebbe risultare vincitore del voto e provocare conseguenze imprevedibili sui mercati finanziari e sull'andamento dei titoli di Stato dei Paesi periferici dell'area euro. Inoltre il voto in Gran Bretagna il prossimo 7 maggio potrebbe segnare una nuova crescita degli euroscettici dell'Ukip e avvicinare il referendum sull'uscita del Regno Unito dall'Unione europea.

Infine fra i nodi da affrontare c'è anche un tema delicato per Riga: la crisi in Ucraina e i rapporti con la Russia. Con sfumature diverse, i Paesi baltici fanno parte del fronte dei falchi nelle relazioni con Mosca e sono stati fra i fautori delle misure più dure. Ora però la Russia sta affrontando una forte crisi economica e la Ue dovrà decidere l'eventuale rimodulazione delle sanzioni contro Mosca.

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