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Alfredo Cospito, Corte rinvia a Consulta decisione su attenuanti

05 dicembre 2022 | 15.19
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La procura generale aveva chiesto l’ergastolo. Corteo anarchici a Torino

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Immagine di repertorio (Fotogramma/Ipa)

La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha chiesto alla Corte costituzionale di esprimersi sulle attenuanti di cui potrebbe beneficiare Alfredo Cospito a seguito dell’attentato verificatosi nel 2006 alla caserma degli Allievi carabinieri di Fossano, nel cuneese. La procura generale aveva chiesto l’ergastolo. L’udienza è stata rinviata al 19 dicembre per la lettura dell’ordinanza che disporrà la trasmissione degli atti alla Consulta.

Nella sostanza, i giudici torinesi nell’ordinanza hanno accolto la questione di legittimità costituzionale, sollevata dalle difese, sull’attenuante rispetto al reato di strage politica per il quale la procura aveva chiesto l’ergastolo.

Per Anna Beniamino il procuratore generale aveva chiesto la condanna a 27 anni e 1 mese.

"Condannato in un limbo senza fine in attesa della morte, non ci sto e non mi arrendo ma continuerò il mio sciopero della fame per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastolo ostativo fino all’ultimo mio respiro per far conoscere al mondo questi due abomini repressivi di questo paese" ha detto Cospito in un passaggio della sua dichiarazione spontanea nel corso dell’udienza, collegato in video collegamento dal carcere di Sassari.

"La magistratura italiana ha deciso che troppo sovversivo non potevo avere più la possibilità di rivedere le stelle, la libertà, si è preferito l’ergastolo ostativo, che non ho dubbio mi darete, con l’assurda accusa di aver commesso una strage ‘politica’ per due attentati dimostrativi in piena notte, in luoghi deserti, che non dovevano e non potevano ferire o uccidere nessuno" ha dichiarato Cospito, che è accusato di aver partecipato all’attentato alla scuola allievi carabinieri di Fossano, nel cuneese, nel 2006. "Non soddisfatti, oltre all’ergastolo ostativo, visto che dal carcere continuavo a scrivere e collaborare alla stampa anarchica, si è deciso di tapparmi la bocca per sempre con il 41 bis", ha aggiunto.

"Sono stato raffigurato come un sanguinario, sono state estrapolate mie frasi prese da centinaia di scritti, sono stato definito un professionista degli esplosivi ma così non è, ho fatto una sola azione violenta, a Genova ho sparato a un dirigente (Adinolfi nel 2012, ndr) colpendolo con una pistola a una gamba e quell’azione ho rivendicato, se avessi fatto altri atti li avrei rivendicati perché gli anarchici rivendicano, è una questione di onore" ha poi detto Cospito nelle seconde dichiarazioni spontanee rese in udienza.

Dichiarazione spontanea, dal carcere di Rebibbia, anche da parte di Anna Beniamino. "Questo è un processo politico" per "una strage senza strage, attribuita senza prove" ha detto Beniamino, intervenuta in video collegamento nel corso dell’udienza.

A Torino un corteo di circa 150 anarchici ha attraversato le vie della città. Durante il corteo, partito dal Palagiustizia, sono stati imbrattati muri, tram e mezzi pubblici e sono stati esplosi alcuni maxi petardi mentre un barista che si è lamentato per le scritte è stato malmenato. Sono 120 gli anarchici identificati dalla Digos. Tra i partecipanti al corteo, secondo quando è stato verificato, oltre a manifestanti torinesi, erano presenti anche alcuni provenienti da altre città come Roma, Trento e Genova.

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