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Appalti truccati, arrestati funzionari

07 maggio 2019 | 08.19
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A Palermo scatta l'operazione 'Cuci e Scuci'. In 14 finiscono in manette. I reati contestati sono corruzione, falso in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato

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"Le indagini sono partite dalla denuncia di un imprenditore". A parlare è il capo della Squadra mobile di Palermo Rodolfo Ruperti parlando dei 14 arresti per appalti truccati. In carcere anche quattro funzionari del Provveditorato opere pubbliche. "Il meccanismo costruttivo - dice Ruperti- avveniva tra l'imprenditore e il pubblico funzionario che era predisposto al suo controllo". "E' stata ricostruita una prassi illecita che riguardava diversi appalti, in particolare per ristrutturazioni di edifici pubblici, da scuole a caserme e alloggi di servizio". "Otto imprenditori avevano un rapporto corruttivo con i pubblici funzionari - denuncia Ruperti -. Tutti piegavano l'interesse pubblico di queste opere al loro arricchimento" e, "secondo la nuova normativa denominata 'legge spazzacorrotti'", sono stati colpiti dalla misura cautelare dell'obbligo di non contrattare con la pubblica amministrazione per un anno.

Ci sarebbe anche una bustarella, consegnata in diretta da un imprenditore a un funzionario pubblico nell'inchiesta.L'indagine nasce su input di un imprenditore edile che coraggiosamente ha denunciato alla Squadra Mobile di Enna la richiesta di tangenti da parte di alcuni dei Funzionari Pubblici oggi arrestati, durante l'esecuzione di lavori di ristrutturazione di una scuola elementare nella provincia di Palermo. Le investigazioni condotte poi dalla Squadra Mobile di Palermo, che si sono avvalse di numerosi supporti tecnici anche di natura ambientale e sono state supportate da videoriprese, acquisizione ed esame di documentazione amministrativa, escussioni di persone informate sui fatti, servizi dinamici sul territorio, hanno fatto emergere una prassi deviata seguita all'interno del Provveditorato Opere Pubbliche Sicilia e Calabria da alcuni Pubblici Funzionari ai fini della consumazione di plurimi reati di corruzione, falso e truffa.

Con questa operazione per la prima volta è scattata la legge 'Spazzacorrotti'. Si tratta di un provvedimento cautelare che prevede la misura del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per almeno un anno. Come scoperto dall'inchiesta coordinata dal Procuratore aggiunto Sergio Demontis, gli imprenditori pagavano tangenti che corrispondevano al 2-3% del valore del finanziamento. Attraverso spese fittizie l'imprenditore riusciva a recuperare quanto speso per la mazzetta.

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