L’Aula della Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il Decreto Ex Ilva (Dl 180/2025) con 136 voti favorevoli, 96 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento, già esaminato dal Senato, è finalizzato a garantire la continuità operativa degli impianti siderurgici dell’area dell’ex Ilva di Taranto e ad accompagnare la fase di transizione verso la cessione definitiva del complesso industriale.
Il decreto interviene su più livelli – giuridico, industriale, sociale e ambientale – con l’obiettivo di evitare l’arresto degli impianti e contenere le ricadute occupazionali e produttive in uno dei siti industriali considerati di rilievo strategico nazionale. Al centro del testo vi è innanzitutto la previsione che consente alla società Acciaierie d’Italia di utilizzare 108 milioni di euro di finanziamenti residui già autorizzati, al fine di assicurare la prosecuzione delle attività produttive e far fronte alle esigenze di gestione ordinaria.
Per quanto riguarda il percorso di dismissione, il decreto introduce una misura di carattere straordinario che prevede la possibilità per lo Stato di concedere a Ilva in amministrazione straordinaria un prestito oneroso fino a 149 milioni di euro qualora la cessione degli asset non venga perfezionata entro il 30 gennaio 2026. La disposizione mira a garantire la copertura finanziaria necessaria a sostenere l’azienda nella fase intermedia, evitando interruzioni produttive in attesa della conclusione dell’operazione di vendita.
Sul fronte occupazionale, il provvedimento stanzia risorse aggiuntive per il sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti dalla crisi. In particolare, è prevista un’integrazione salariale pari a 8,6 milioni di euro per l’anno 2025 e a 11,4 milioni di euro per il 2026, destinata a coprire il trattamento dei dipendenti collocati in cassa integrazione. L’intervento intende attenuare l’impatto sociale della ristrutturazione e garantire un sostegno economico durante la fase transitoria.
Il decreto incide inoltre in modo più ampio sul quadro delle politiche industriali, estendendo la possibilità per le imprese di interesse strategico nazionale sottoposte ad amministrazione straordinaria non liquidatoria di continuare ad accedere a strumenti pubblici di sostegno. Tra questi rientrano anche gli incentivi previsti dal Fondo per la transizione energetica, con l’obiettivo di favorire investimenti orientati alla riconversione industriale e alla riduzione dell’impatto ambientale.
Nel complesso, il Decreto Ex Ilva si inserisce nel tentativo di coniugare la tutela dell’occupazione e della capacità produttiva nazionale con l’esigenza di accompagnare il settore siderurgico verso un modello più sostenibile, in una fase caratterizzata da incertezze sul futuro assetto proprietario e industriale del sito di Taranto.