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Aspi, al via il riassetto. Da assemblea Atlantia ok unanime a progetto scissione

15 gennaio 2021 | 20.43
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riflettori sempre su Cdp, al lavoro su due diligence per offerta vincolante

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Al via il riassetto di Autostrade per l'Italia. In un momento di grande incertezza per l'impatto che il quadro politico può avere sul dossier, a porre un punto fermo è stata oggi l'assemblea di Atlantia che praticamente all'unanimità ha deliberato il progetto di scissione parziale e proporzionale del gruppo a favore del nuovo veicolo societario Acc, Autostrade Concessioni e Costruzioni. Una tappa nel percorso del 'dual track' che la holding infrastrutturale ha intrapreso l'estate scorsa, prevedendo, appunto, un doppio 'canale': uno con lo scorporo di Aspi in vista della successiva quotazione in borsa; l'altro con la vendita in blocco dell'88% della società, operazione che vede in campo Cassa Depositi e Prestiti con i due fondi internazionali Blackstone e Macquarie, impegnati in questa fase nella due diligence in vista della presentazione dell'offerta vincolante.

Oggi, dunque, l'assemblea dei soci di Atlantia, che, per le restrizioni imposte dall'emergenza covid, ha avuto luogo esclusivamente tramite il rappresentante designato, ha approvato, con il voto favorevole del 99,7% del capitale rappresentato, il progetto di scissione parziale proporzionale di Atlantia in favore della società beneficiaria, interamente posseduta, Autostrade Concessioni e Costruzioni. A questa verrà attribuito un compendio costituito da una partecipazione pari al 33,06% del capitale sociale di Autostrade per l'Italia con assegnazione ai soci di Atlantia dell'intero importo dell'aumento di capitale della beneficiaria a servizio dell'operazione di scissione. L'operazione prevede inoltre il conferimento in natura nella beneficiaria da parte di Atlantia della restante quota di partecipazione pari al 55% del capitale sociale di Aspi e la quotazione sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana delle azioni di Acc. L'assemblea ha quindi approvato la riduzione del capitale sociale di Atlantia al servizio della scissione per 250.000.000 euro modificando conseguentemente, con effetto dall'efficacia della scissione, l'articolo 6 dello statuto sociale.

Alla data di efficacia della scissione il capitale sociale di Atlantia sarà quindi pari a 575.783.990 euro diviso in 825.783.990 azioni ordinarie prive dell'indicazione del valore nominale.

Ma, nel frattempo, qualora prima della data di efficacia della scissione, ma comunque non oltre il 31 luglio 2021, Atlantia dovesse ricevere un'offerta per l'acquisto dell'intera partecipazione pari all'88% del capitale detenuta in Aspi da parte di Cdp e/o altri investitori, il cda di Atlantia ne valuterà la coerenza con l'interesse sociale e provvederà a una nuova convocazione dell'Assemblea, in sede straordinaria, per sottoporre agli azionisti l'eventuale revoca della delibera di scissione già assunta. Sempre oggi si è riunita anche l'assemblea straordinaria di Autostrade Concessioni e Costruzione che ha approvato il progetto di scissione.

Intanto, una porta rimane sempre aperta per la bidco formata da Cdp Equity, Blackstone e Macquarie. E, infatti, il lavoro sul fronte della due diligence prosegue intenso in queste settimane proprio per arrivare alla sua conclusione entro la fine di questo mese e formulare un'offerta vincolante. Tuttavia, a quanto s'apprende, mancherebbero ancora delle importanti informazioni in assenza delle quali diventa difficile prevedere i tempi dell'offerta. Nelle risposte scritte alle domande degli azionisti, Atlantia sottolinea che

Le offerte sino ad ora pervenute da Cdp non sono vincolanti ma anzi del tutto preliminari e sul valore di Aspi sarà il cda di Atlantia a formulare le proprie valutazione una volta ottenuta l'offerta vincolante. Rispondendo poi a una domanda relativa al rifiuto di accordare la manleva alla cordata offerente, "per effetto - sottolinea Atlantia - della scissione si creerebbe un'asimmetria tra coloro che acquisterebbero la partecipazione da Atlantia e gli azionisti della società quotanda". Inoltre, non è in vista un aumento di capitale di Aspi, il cui nuovo piano industriale è sostenibile mediante la generazione di cassa della società e il ricorso al mercato dei capitali.

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