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Attori Nord-Sud: "no pregiudizi fra settentrionali e meridionali, sì autoironia"

13 maggio 2021 | 19.53
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A confronto il settentrionale Bertolino, il romano Ghini, il meridionale Banfi

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Piccoli (o grandi) pregiudizi non crescono, anzi si affievoliscono anche se non fino al punto di scomparire del tutto... e forse è giusto così. Il 'Rapporto Italia' redatto dall'Eurispes dedica un capitolo al permanere o meno degli stereotipi fra Nord e Sud, fra settentrionali e meridionali, rilevando che sempre meno italiani fanno distinzione fra le capacità lavorative di un milanese o di un veneto rispetto a quelle di un romano o di un napoletano, anche se ai settentrionali si riconosce una dose maggiore di senso civico, compensata dalle virtù assegnate ai meridionali di essere più aperti e più ospitali.

Dopo i 'luoghi comuni' permangono e sotto un certo punto di vista funzionano e sono apprezzati dal pubblico è nel mondo dello spettacolo, soprattutto del cinema e della televisione: film, gag, battute, personaggi, trame molto spesso si divertono a contrapporre il Nord al Sud, Roma a Milano. Vale da sempre, dai soldati di Vittorio Gassman e Alberto Sordi nella 'Grande Guerra' a Totò e Peppino a Milano, fino a 'Benvenuti al Sud' e al suo sequel 'Benvenuti al Nord'. "Questo è innegabile, ma l'importante è che tutto ciò non sia fatto con intenti razzisti ma con intelligenza e anche una buona dose di autoironia", concordano gli attori sentiti dall'AdnKronos: il settentrionale Enrico Bertolino, il romano Massimo Ghini e il meridionale Lino Banfi.

"Nel mondo dello spettacolo, il contrasto fra Nord e Sud o fra Milano e Roma funziona perché rende tutto molto divertente, in quanto la realtà viene appositamente deformata e amplificata per creare appunto degli stereotipi. Ma attenzione a non trasformare la scena virtuale in vita reale: perché il 'luogocomunismo' - ovvero il radicarsi dei luoghi comuni - ha fatto più danni del comunismo...", afferma fra il serio e il divertito Enrico Bertolino, protagonista con Max Tortora di 'Piloti', la sit-com dove interpretava l'integerrimo e pignolo pilota d'aereo milanese a confronto con il menefreghista collega romano."La parodia ha sempre funzionato, nel mondo del varietà dove è ammesso il cinismo, la presa in giro, l'iperbole, l'esagerazione. La comicità è spesso figlia del paradosso - premette Bertolino - Quando invece dal 'gioco teatrale' si passa ai rapporti veri fra persone e fra popolazioni, allora il discorso si fa serio e non ammette alcuna forma evidente o velata di razzismo, che poi si traduce sempre in rifiuto e in intolleranza. Con il tono giusto si può dire tutto, con il tono sbagliato, anche una cosa giusta diventa sbagliata".A volte se ne resta persino vittime: "Quando mi trovai la prima volta a stare cinque giorni a settimana a Napoli per girare le puntate di 'Convenscion' per la Rai, ero arrivato quasi calandomi nella figura del settentrionale distaccato, che dà poca confidenza perché ha poca fiducia, in taxi come al ristorante. Poi, invece, dopo un poi ho scoperto l'allegria e il divertimento innato dei napoletani; viva le differenze!".

Quasi da un punto di osservazione 'neutrale' fra Nord e Sud si colloca geograficamente Massimo Ghini, romano, di origine emiliana e toscana, spesso chiamato anche a interpretare personaggi napoletani o siciliani. "Le battute, specie quelle comiche, sono utili a tirar fuori quelle caratteristiche per certi versi anche autentiche che fanno la diversità e al tempo stesso la ricchezza del nostro Paese, dove un romano non è un milanese, un toscano non è un napoletano, un siciliano non è un veneto"."La geografia e il clima influenzano anche il carattere di un popolo visto che, per uscir fuori dall'Italia, un tedesco con è come uno spagnolo, un greco non è come un inglese... Persino all'interno delle nostre aree geografiche: al nord l'emiliano è in qualche modo nella sua immensa pianura padana diverso da chi vive sulle Alpi, un napoletano o un pugliese o un siciliano è diverso rispetto a chi abita nelle montagne calabresi o sarde... Diverso, non migliore o peggiore ovviamente". Le differenze nel nostro Paese esistono, geografiche e climatiche ma soprattutto storiche; e queste si traducono anche in differenze caratteriali, parlando sempre in generale e non individualmente, perché poi ognuno ha la sua singolare e inimitabile personalità. L'importante - sottolinea Ghini - è che ogni gag, ogni battuta, ogni situazione comica, sia rappresentata e interpretata non con cattiveria razzista ma come un piacevole divertimento e soprattutto una grande dose di ironia e ancora meglio di autoironia, nel prendere e prendersi in giro".

"Ho vissuto a Milano quando ero giovane e mi ricordo come in tanti ci chiamassero 'giungla' a noi meridionali. Oggi tutto questo, per fortuna, non esiste più e certe stupide barriere non esistono più, sono state abbattute per fortuna - osserva Lino Banfi, icona riconosciuta del pugliese-tipo - C'era molta povertà allora e chi dal Sud emigrava al Nord leggeva a Milano o a Torino cartelli in cui si specificava che non si affittavano case ai meridionali. Ci si doveva adattare spesso con la cosiddetta arte di arrangiarsi".

A rafforzare il concetto, Banfi racconta "un aneddoto che ancora mi diverte: nelle macellerie milanesi c'era l'abitudine di lasciare in una cesta i polmoni per i gatti, gratuitamente, con la scritta 'pulmun per gatt' e io, 17enne, mi ero imparato a pronunciare la frase in milanese, prendevo i polmoni, li mischiavo con altre interiora, pomodori e peperoncino e da buon pugliese facevo la 'zuppa forte' e me li mangiavo"

Finché , prosegue Banfi, "un giorno qualcuno fece la spia al macellaio e quando io andai a chiedergli 'pulmun per gatt' lui davanti al cesto pieno mi rispose 'Ghe n'è più: va a lavurà, terun!'. A quel punto, ho scatenato tutto il mio repertorio di parolacce pugliesi e mi sono sfogato...". Un po' come Nino Manfredi nel film in cui da emigrato in Germania sopporta tutto ma alla fine urla di gioia contro i tedeschi alla vittoria degli azzurri nei mondiali di calcio del mitico Italia-Germania 4-3.

(di Enzo Bonaiuto)

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