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Banche, Padoan: "In due anni il sistema tornerà stabile"

04 giugno 2016 | 21.02
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(Xinhua)

Con le riforme messe in campo dal governo sul sistema bancario e grazie alla "crescita e alla ripresa degli investimenti, in un orizzonte di due anni, che è il periodo normale di gestione delle sofferenze, il sistema tornerà stabile". E' positivo il messaggio lanciato oggi dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan al Festival dell'Economia di Trento. Per Padoan infatti in quell'orizzonte temporale "saranno portate a termine anche fusioni, acquisizioni e ricapitalizzazioni".

Il ministro non ha minimizzato il peso delle sofferenze per le nostre banche ricordando come l'azione di risanamento sia resa più complicata dai vincoli delle nuove normative europee. "Questo governo - ha spiegato - è arrivato quando non si poteva fare più la bad bank" e "il governo rispetta le regole. A chi dice 'prova a passare con il rosso al semaforo poi vediamo che succede' rispondo: no, non si può fare, cosi non è serio". "Il sistema bancario deve cambiare, è chiaro: noi abbiamo fatto quello che potevamo fare con le regole italiane e europee in vigore" ha aggiunto Padoan che non ha comunque nascosto il fastidio per la rigidità tedesca, soprattutto in tema di condivisione dei rischi. "Se non accettiamo la mutualizzazione è inutile perder tempo con l'euro", ha tagliato corto, ricordando "gli ingenti aiuti di Stato, 240 miliardi" di cui a suo tempo hanno goduto le banche tedesche, e sottolineando che "le cose potrebbero cambiare in futuro". Sul bail-in - ha aggiunto Padoan - "c'è un approccio che condivido con il governatore Visco: c'è un problema di transizione, bisogna implementare regole molto dure per evitare che misure pensate per curare un singolo istituto abbiano effetti sistemici".

"Se una banca ha bisogno di essere aggiustata, bisogna evitare che questa operazione abbia effetti indesiderati su quella accanto" ha osservato il ministro precisando che invece "il bail-in ignora il rischio che i danni si propaghino al sistema e che una banca sana si trovi danneggiata perché vicina alla banca malata". Proprio contro i vincoli eccessivi e i loro possibili danni collaterali, Padoan ha chiarito il senso della recente iniziativa italo-francese con la quale si cerca "di capire se non stiamo esagerando sul capitale richiesto alle banche. Qualunque sia il regime di capitale richiesto va fatto con gradualità: su mercati turbolenti come quelli attuali si rischia di chiedere alle banche di ricapitalizzarsi troppo e in tempi troppo rapidi, così che la risposta del mercato potrebbe essere il contrario di quella attesa, quella che si definisce una 'selezione avversa'".

"La crisi - ha aggiunto - ha da subito richiesto alle banche di aumentare capitale, ma è ovvio che questo non si aumenta all'infinito", bisogna capire "qual è il livello ottimale, perché se è 'troppo alto' la capacità della banca di fare il suo mestiere è indebolita". L'Italia comunque sta facendo grossi passi in avanti nel risanare il settore, ha rivendicato il ministro, portando ad esempio il Fondo Atlante, definito "un'iniziativa molto importante e molto utile". "E' un esperimento, e lo dico in termini positivi, a cui molti paesi guardano con interesse tanto che - ha concluso Padoan - ho ricevuto da miei colleghi ministri richieste di chiarimento" sul suo funzionamento.

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