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Be Charge sostiene MOTUS-E per lo sviluppo della mobilità elettrica

14 gennaio 2021 | 11.09
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(Adnkronos Motori)

Be Charge si fa portavoce delle proposte avanzate al Governo dall'associazione MOTUS-E per la realizzazione di una visione strategica, moderna e sostenibile della mobilità da raggiungere attraverso 15 misure per investimenti complessivi per 18,7 miliardi di euro che rivedono in parte la bozza del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) necessario per l'accesso ai fondi europei previsti dal Recovery Plan. Le proposte di MOTUS-E, sintetizzate in un documento a cui Be Charge ha contribuito direttamente in concerto con tutti gli altri associati (tra cui FCA, Volkswagen Italia, Renault, Tesla, Volvo, Enel X ed ALD Automotive), coprono tutta la filiera della mobilità elettrica, in particolare stimoli alla domanda, alle infrastrutture e all'offerta "perché solo con una politica a 360° si possono creare quei meccanismi virtuosi che facciano emergere nuove realtà industriali ed aiutino a velocizzare la decarbonizzazione in atto nel nostro Paese".

"Siamo convinti che il corretto indirizzamento degli ingenti fondi messi a disposizione dal PNRR ed un proficuo lavoro di squadra tra tutti gli attori della filiera saranno determinanti per la riuscita del piano di sviluppo della mobilità elettrica nel nostro Paese – ha dichiarato Roberto Colicchio, Head of Business Development di Be Charge e membro del Consiglio Direttivo di MOTUS-E –. Siamo fortemente impegnati con nostri capitali nella creazione di una rete di ricarica capillare ed affidabile con oltre 3.500 punti già installati su tutto il territorio nazionale ed un piano complessivo superiore ai 30 mila punti di ricarica nei prossimi anni. Dal nostro punto di vista, i fondi del Recovery Plan dovranno primariamente essere utilizzati per stimolare la sostituzione del parco veicolare da parte di consumatori, aziende e pubblica amministrazione, mentre i contributi per la diffusione di una rete di ricarica pubblica dovranno essere veicolati unicamente nelle aree cosiddette "a fallimento di mercato" e negli anni in cui la presenza di veicoli elettrici non sia sufficiente a sostenere gli investimenti di noi operatori privati, come meglio specificato nel lavoro fatto in MOTUS-E".

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