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Caos hotspot, vice sindaco Lampedusa: "Lamorgese non attenda sempre emergenza"

09 luglio 2022 | 17.34
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Una tregua di 48 ore. Da giovedì, quando con 10 sbarchi sono giunti 530 migranti, a Lampedusa, complici il vento forte e le cattive condizioni del mare, non si registrano approdi. "Ci salva solo il maltempo", dice all'Adnkronos il vice sindaco Attilio Lucia. Il commissario cittadino della Lega, che alle elezioni amministrative dello scorso giugno è stato tra i consiglieri più votati con 370 preferenze, da anni documenta gli arrivi sul molo Favaloro. "E' sempre la stessa storia, uguale da anni. Con il bel tempo e il mare piatto i barconi partono. Lo sappiamo tutti. E nell'hotspot c'è il caos". Negli ultimi giorni è rimasto in contatto costante con il leader del Carroccio, Matteo Salvini. "Ci siamo sentiti anche poco fa, mi chiedeva notizie dei trasferimenti dall'hotspot, arrivato a ospitare circa 2mila migranti". Il 'Capitano' ha annunciato "a breve" una visita nell'isola. "E' sempre molto attento su questo tema. Anche i sottosegretari all'Interno, Nicola Molteni, e alla Difesa, Stefania Pucciarelli, si sono messi subito a disposizione".

Nell'hotspot che scoppia, con i migranti costretti a dormire su materassini buttati a terra e tra i rifiuti, oggi sono arrivati il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, e il direttore dei Servizi civili per l'immigrazione e l'asilo, il prefetto Michela Lattarulo. Un sopralluogo insieme a vertici delle forze di polizia e dei responsabili della cooperativa che gestisce il centro. "Tra oggi e domani circa 1.200 ospiti dovrebbero lasciare la struttura", spiega il vice sindaco. A Cala Pisana sulla nave San Marco saranno imbarcati i primi 600, trasferiti a Porto Empedocle nell'Agrigentino. Altrettanti dovrebbero essere spostati a Pozzallo, nel Ragusano. Ad aiutare nei trasferimenti, che proseguiranno anche lunedì, pure le motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza per arrivare al completo svuotamento dell'hotspot.   

Ma la richiesta del vice sindaco è quella di "un'attenzione costante". "Il ministro Lamorgese non può ricordarsi di Lampedusa solo quando l'hotspot scoppia - denuncia -. Occorre pensarci prima. Perché le immagini del degrado dentro il centro con i migranti buttati a terra, sotto il sole, sono la testimonianza più netta che quella non è accoglienza. L'isola da anni è in prima linea, non ci siamo mai tirati indietro per aiutare chi è in difficoltà in mezzo al mare, ma di certo non possiamo gestire numeri simili". Intanto, dentro il centro di contrada Imbriacola sono state avviate le operazioni di pulizia. "Con i camion è stata portata via la spazzatura e sono stati puliti i bagni", dice. Restano le criticità. "Mai viste condizioni simili. Nei giorni scorsi ci è stato detto che mancavano persino i mediatori culturali per spiegare ai migranti cosa stava accadendo", spiegano alcuni operatori di Mediterranean Hope, il programma della Federazione delle chiese evangeliche in Italia dedicato ai migranti e ai rifugiati. (di Rossana Lo Castro)

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