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Carige, BlackRock si ritira: salta salvataggio

09 maggio 2019 | 11.32
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Investire circa 400 milioni - era questo più o meno lo sforzo richiesto al colosso americano - avrebbe difficilmente comportato un guadagno futuro per gli investitori del fondo. Per Tria ci sono condizioni per soluzione mercato

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(Foto Fotogramma)

BlackRock si ritira dal dossier Carige. Lo comunicano i commissari. "Al termine di un articolata fase preparatoria nell’ambito della quale si inquadra la delibera del Consiglio di Gestione dello Schema Volontario di lunedì 6 maggio, il fondo Blackrock ha ritenuto di non dare ulteriore corso alla sua iniziale manifestazione di interesse", spiega una nota. "Proseguono le valutazioni riguardanti ulteriori soluzioni di mercato finalizzate ad assicurare stabilità e rilancio di Banca Carige. Restano, in ogni caso, ferme le previsioni del titolo II del DL 8 gennaio 2019 che consentono l’eventuale avvio dell’iter per la richiesta di ricapitalizzazione precauzionale al Ministero dell’Economia".
La decisione di 'sfilarsi' dalla partita Carige non è stata presa dal comitato di investimento di un fondo di BlackRock ma dai vertici stessi del gruppo dell'asset management, che hanno ritenuto inadeguato il "ritorno sull'investimento" di tutta l'operazione e non hanno dato il loro via libera. Insomma, investire circa 400 milioni su Banca Carige - era questo più o meno lo sforzo richiesto al colosso americano - avrebbe difficilmente comportato un guadagno futuro per gli investitori del fondo. Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, la complessità dell'operazione era nota sin dall'inizio ma lo schema finale avrebbe comportato passaggi troppo onerosi e dall'esito non scontato.

Secondo il ministro dell'Economia Giovanni Tria ci sono le condizioni per una soluzione di mercato. Il lavoro con Blackrock non andrà buttato secondo Tria per il quale la Carige è sul mercato e rimane interessante per essere acquistata. I commissari di Carige hanno fatto un gran lavoro e stanno lavorando ad una soluzione di mercato. E, secondo il ministro Tria, sarebbero le condizioni per trovare una soluzione oggettiva in tempi non molto lunghi.

Nel frattempo i commissari di Banca Carige proseguiranno con la ricerca di una soluzione privata per l'istituto dopo l'uscita di scena di BlackRock, secondo quanto emerso dall'incontro avvenuto stamattina tra i sindacati interni della banca e Raffaele Lener, Pietro Modiano e Fabio Innocenzi, descritti da una fonte sindacale come stupiti e costernati dall'esito della trattativa. Dunque, si continuerà, almeno per qualche giorno, a cercare risorse sul mercato, partendo dal presupposto (positivo) che il fondo interbancario ha già proposto all'assemblea la conversione totale del prestito obbligazionario da 320 milioni. Per il momento, non si pensa ancora al paracadute dello Stato ma, da quanto si apprende, per le decisioni finali sarà questione di giorni e non di mesi. Sono gli stessi commissari, tra l'altro, a specificare il tutto in una lettera ai dipendenti. "Siamo al lavoro, e non siamo da soli, per esplorare tutte le possibilità di dare vita comunque a una soluzione privata, di mercato, all'altezza del potenziale della nostra banca", scrivono. "I prossimi giorni - aggiungono - saranno importanti per valorizzare il lavoro fatto fin qui che è culminato nell'accordo con lo Schema Volontario del Fitd. Resta comunque ferma, a tutela della stabilità dell'Istituto, anche la possibilità - precisano - di avviare l'iter per la richiesta della ricapitalizzazione precauzionale al Ministero dell'Economia (DL Carige)".

Le possibilità - Adesso che BlackRock si è sfilata dalla partita, le possibilità che si profilano per Banca Carige sono due: trovare in tutta fretta un altro investitore disposto a iniettare 300 milioni (almeno) per l'aumento di capitale della banca, oppure procedere con la ricapitalizzazione precauzionale con i soldi dello Stato, sulla falsariga di quanto già accaduto con Mps. In entrambi i casi, la decisione spetta alla Bce, che ha commissariato la banca a inizio 2019 per trovare in fretta una soluzione di mercato, oggi sempre più lontana. Fabio Innocenzi, uno dei tre commissari, insieme a Pietro Modiano e Raffaele Lener, a fine febbraio l'aveva detto: "Nel momento in cui ad aprile non ci dovesse essere nessuna offerta di fusione, non sta a noi prendere una decisione. Sarà il regolatore che valuterà se si ci sono le condizioni per fare un aumento con gli attuali soci o se andare alle altre soluzioni previste dal decreto del Governo". A gennaio, l'esecutivo aveva stanziato con un decreto legge "misure di sostegno pubblico in favore della banca" con risorse finanziarie fino a 1,3 miliardi di euro per coprire tutte le spese del possibile salvataggio, dalla sottoscrizione delle azioni di Carige alle garanzie sui bond per eventuali emergenze in termini di liquidità. I commissari e il Fitd sono già alla ricerca di soluzioni: due giorni fa, il consiglio di gestione del Fondo interbancario ha approvato la conversione dal bond da 320 milioni e, dopo il passo indietro di BlackRock, farà ugualmente l'assemblea il 14 maggio per deliberare l'operazione. Del resto, anche nel caso di una ricapitalizzazione precauzionale il prestito obbligazionario sarebbe stato convertito in azioni.

Bce - La Bce è "informata" della situazione e ne segue gli sviluppi "in continuo contatto" con i tre commissari di Banca Carige. E' quanto spiega un portavoce della Banca centrale.

Toti - "Non è una bella notizia, ahimè siamo abituati a qualche delusione. Ho sentito di buon'ora il commissario Modiano che ovviamente non mi pare rassegnato. Il tema del salvataggio pubblico c'è, ma mi auguro che resti sullo sfondo e che Carige sappia trovare  tra i suoi azionisti del territorio, che restano per noi un punto di riferimento, e un partner industriale importante come necessita quella banca, una soluzione". Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti oggi a margine di un incontro a Genova. "Per noi - ha aggiunto - l'obiettivo resta sempre lo stesso cioè che Carige venga salvata, i posti di lavoro vengano salvati e resti una banca del territorio, ovvero una banca utile a finanziare quel tessuto di piccole e medie imprese di cui è fatto il nostro territorio, che ha un grandissimo bisogno di avere un'istituzione finanziaria legata al territorio stesso".

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