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Carrà, Malgioglio: ''Rai le intitoli studi Teulada, un mese fa l'ultima telefonata ma non capii''

06 luglio 2021 | 16.37
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''Raffaella è stata la televisione. Mi piacerebbe che la Rai le dedicasse gli studi di via Teulada, vorrei che li chiamassero 'Raffaella Carrà''. Così Cristiano Malgioglio con l’Adnkronos ricorda l’amica Raffaella Carrà, scomparsa ieri a 78 anni. ''Ci siamo sentiti al telefono appena un mese fa - racconta - non ricordo cosa le dissi, l’avevo salutata e lei aveva riso come sempre. A un certo punto aggiunse: ''Ti prego Cristiano, quando arrivi tu la televisione cambia colore, non cambiare mai'. Allora non capii cosa volesse dirmi, non mi aveva mai parlato così, ma ora penso che quello era un messaggio di amore, di addio per me. Ogni volta che ci ripenso mi commuovo. Raffaella era un’artista completa - sottolinea Malgioglio - sapeva fare tutto: stare in scena, ballare, cantare, recitare donne. Un po' come Loretta Goggi e Rita Pavone. Era una donna forte che ha sacrificato la sua vita personale per il lavoro. Oggi non solo la stampa italiana ma anche quella estera parlano della scomparsa della Carrà e questo non è mai avvenuto per nessuno''.

Malgioglio racconta la prima volta che gli proposero di lavorare con la Carrà: ''Mi chiesero di fare delle canzoni per lei e scrissi 'Forte, forte, forte' che è stato uno dei suoi più grandi successi e la sigla di un programma che si chiamava 'Gran varietà'. Era la prima volta che Raffaella cantava una canzone d’amore e si cimentava interpretando un testo così forte e sensuale. Lei era impazzita per questa canzone. Poi Boncompagni (Gianni, ndr) mi propose di scrivere il testo di 'A far l’amore comincia tu' ma io rifiutai - spiega Malgioglio -perché non mi sembrava un genere adatto a me e lui mi disse: 'Sbagli perché questo diventerà un grandissimo successo internazionale' è così fu''. Il cantautore ricorda anche Franco Bracardi: ''Nessuno ne ha parlato - dice - ma bisogna dare merito a Bracardi, che è stato per anni anche il pianista del 'Maurizio Costanzo Show', perché è stato l’artefice di tutte le canzoni più belle di Raffaella perciò ha contribuito anche lui al successo della Carrà''.

L’ultima volta che Malgioglio vide la Carrà fu quando uscì dalla '''prima Casa' del 'Gf vip' - rivela - aveva fatto una cena per me, è stata meravigliosa. Le raccontai tante cose e abbiamo riso come matti. Raffaella con me si divertiva molto, aveva il dono della risata. A casa era una donna normalissima, non era la star che tutti conosciamo. Era la persona più semplice che potesse esistere. La sua morte mi ha spiazzato -dice commosso- non mi ha mai parlato della sua malattia, sono stato malissimo. Non ho accettato di rilasciare nessuna intervista. Ne ho fatta solo una con 'La vita in diretta' ma ho dovuto interrompere perché sono scoppiata a piangere. Raffaella ha lasciato una scia di magia non solo in Italia ma anche all’estero. Quando andò in America duettò con Stevie Wonder e con la più grande star del Jazz: Ella Fitzgerald. Nei suoi programmi è riuscita addirittura ad avere Ginger Rogers, insomma è stata con i più grandi. Resterà per sempre nel mio cuore'', conclude Malgioglio.

(di Alisa Toaff)

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