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Caso Abu Omar: Pollari, Copasir esamini carte coperte da segreto

01 marzo 2014 | 11.31
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''E' falso che io e il Sismi da me diretto abbiamo compiuto quell'operazione. D'altronde, è semplicissimo stabilire se io menta o se io dica la verità, perché io non faccio appello a un mistero'' ma ''faccio appello a quello che sta scritto negli atti che sono coperti dal segreto di Stato. C'è una Commissione parlamentare che ha il diritto di esaminarli. Li esamini, e vediamo se io mento o dico la verità''. Lo ha detto Nicolò Pollari, l'ex direttore del Sismi, assolto lunedì dalla Cassazione per il rapimento di Abu Omar, intervistato ieri da Nicola Porro a 'Virus', su Rai2.

''La stessa Corte Costituzionale -ha aggiunto il generale Pollari- ha o avrebbe avuto il potere di aprire il segreto, a prescindere dalla volontà del governo. E' stato un atto di correttezza internazionale, come io penso, l'aver osservato il segreto di Stato da parte delle nostre autorità, o è stato il modo per coprire un malfattore che sarei io?'', ha chiesto l'ex numero uno del Sismi.

''Ho sopportato otto anni di processo in silenzio, zitto -ha rimarcato l'ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare- perché queste erano le regole e io sono abituato a rispettarle. Però non mi si chieda addirittura di flagellarmi, perché non mi flagello. Se qualcuno ritiene che io non dica la verità o sia uscito dal processo per il rotto della cuffia, cosa che non consento a nessuno, mi permetto di dire che il Parlamento ha il dovere di pervenire all'accertamento dei fatti. Può tranquillamente -conclude Pollari- attraverso i suoi organi, Comitato parlamentare e quant'altro, in dissenso anche dal governo, guardare cosa c'è scritto negli atti coperti dal segreto di Stato''.

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