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Caso Battisti, Torregiani: "Che i musulmani lo minaccino in Calabria mi sembra esagerato"

25 settembre 2020 | 21.14
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"Si lamenta sempre, ora che i musulmani lo minaccino in Calabria mi sembra davvero esagerato. Non si capisce più nulla sulle sue lamentele e dove voglia andare a parare. Ma avevo già avvertito che saremmo arrivati a questo". Così all'Adnkronos Alberto Torregiani - il figlio del gioielliere ucciso dai Pac in una sparatoria nel 1979 e rimasto ferito lui stesso da un proiettile che gli ha fatto perdere l'uso delle gambe - commenta le parole di Cesare Battisti che dal carcere di Rossano (Cosenza), in una conversazione telefonica registrata dai familiari e inviata al suo legale, sostiene di esser stato minacciato dall'Isis e che il Ministero della Giustizia avrebbe voluto trasferirlo in cella con i jihadisti.

"Cercherà di ottenere sempre il massimo dal risultato dalle sue strategie. Questo perchè ai tempi non si è fatto quello che si doveva fare, fermarlo subito. Prima si è lamentato del cibo, poi di tutto il resto, poi il trasferimento e ora i jihadisti. E' un anno che va avanti questa storia, le cose si vedono sempre dopo. Si lamenta su che basi? Mi sembra davvero strano che possa esser messo in cella insieme ad altri tipi di detenuti", conclude Torregiani.

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