Caso Epstein, legale Maxwell: "Lei pronta a dire la verità se Trump concede la grazia"

A Londra si dimette il capo della comunicazione di Downing Street. Il premier Starmer non lascia. Il Principe William "profondamente preoccupato" dallo scandalo

Epstein e Maxwell
Epstein e Maxwell
09 febbraio 2026 | 12.51
LETTURA: 6 minuti

Ghislaine Maxwell è pronta a "parlare in modo completo e onesto" sul caso Esptein "se le sarà data la grazia dal presidente Trump". È quanto ha affermato l'avvocato Oscar Markus nella sua dichiarazione nell'audizione di fronte alla commissione Vigilanza della Camera Usa durante la quale la sua cliente, Maxwell, ha invocato il quinto emendamento rifiutandosi di rispondere alle domande. "Solo lei può fornire un resoconto completo, ad alcuni non può piacere quello che ascoltano, ma la verità conta" ha aggiunto Markus, riguardo alla vicenda di Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto suicida in carcere nel 2019. "Per esempio, sia il presidente Trump che il presidente Clinton sono innocenti, non hanno commesso nulla di sbagliato - ha continuato - solo la signora Maxwell può spiegare perché, e il pubblico ha il diritto di questa spiegazione".

 La donna oggi 64enne, che sta scontando una pena di 20 anni per traffico di ragazze con il defunto finanziere condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein, è stata interrogata tramite collegamento video dal carcere, durante una deposizione del Comitato di vigilanza della Camera dei rappresentanti, guidata dai repubblicani, che sta indagando sui legami di Epstein con personaggi potenti e sul modo in cui sono state gestite le informazioni sui suoi crimini. Come previsto e anticipato dall'avvocato David Markus, Ghislaine Maxwell si è appellata, in base al Quinto emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, al diritto a non rispondere alle domande sostanziali sul caso Esptein. "È ovviamente molto deludente, avevamo molte domande da porre sui crimini che lei ed Epstein hanno commesso, così come domande su eventuali complici", ha commentato James Comer, che guida il Comitato. "Vogliamo sinceramente arrivare alla verità per il popolo americano e ottenere giustizia per le sopravvissute: è lo scopo di questa indagine". Parlando con le vittime di Epstein, è stato chiaro "che Maxwell era una persona molto cattiva e che ha commesso molti crimini", ha aggiunto, concludendo che "non merita alcun tipo d'immunità o clemenza".

Nuovo colpo per Starmer: si dimette capo comunicazione

Intanto a Londra nuovo duro colpo per il primo ministro britannico, Keir Starmer, il cui governo è nella bufera a causa della controversa nomina di Peter Mandelson - coinvolto nel caso Epstein - ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti. Tim Allan, direttore delle comunicazioni di Downing Street, ha annunciato le sue dimissioni, all'indomani del passo indietro del capo di gabinetto, Morgan McSweeney, che ha affermato di assumersi "piena responsabilità" per aver consigliato a Starmer la nomina di Mandelson. "Ho deciso di farmi da parte per permettere la costruzione di una nuova squadra a Downing Street. Auguro al primo ministro e al suo team ogni successo", ha dichiarato Allan, secondo quanto riferito dai media britannici.

Mandelson, figura storica del Labour, era stato già rimosso dall'incarico a settembre, ma nelle ultime settimane lo scandalo che ha colpito l'ex ambasciatore si è intensificato a causa della pubblicazione da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense di milioni di documenti legati al caso Epstein, nei quali sono emersi riferimenti ai legami tra Mandelson ed il finanziere morto in carcere e accusato di traffico sessuale. Allan, al fianco di Tony Blair dal 1992 al 1998 e fondatore dell'agenzia di comunicazione Portland, aveva assunto l'incarico di direttore delle Comunicazioni a Downing Street lo scorso settembre.

Con le dimissioni di Allan, salgono a quattro i direttori delle Comunicazioni che hanno lasciato Downing Street durante la premiership di Starmer: prima di lui avevano abbandonato l'incarico Matthew Doyle (marzo 2025), James Lyons (settembre 2025) e Steph Driver, dimessasi nello stesso mese dopo l'arrivo di Allan.

Il leader laburista scozzese chiederà le dimissioni di Starmer

Il leader del partito laburista scozzese, Anas Sarwar, chiederà al primo ministro britannico Keir Starmer di dimettersi dalla carica di premier e di leader dei Labour in relazione allo scandalo Epstein. Lo riporta Sky News, spiegando che la richiesta verrà annunciata da Sarwar durante una conferenza stampa a Glascow. La Bbc nota che negli ultimi giorni esponenti di spicco del partito scozzese hanno affermato che le loro possibilità di vittoria alle elezioni di maggio sarebbero aumentate se Starmer avesse lasciato l'incarico.

Il Guardian sottolinea che Sarwar ritiene che i vari errori commessi da Starmer hanno danneggiato pesantemente il partito laburista scozzese in vista delle cruciali elezioni parlamentari scozzesi di maggio. Gli ultimi sondaggi mostrano il partito laburista al terzo posto, dietro allo Scottish National Party e al Reform Party, nonostante la vittoria alle elezioni generali del 2024.

Starmer è sotto una enorme pressione dopo le dimissioni del suo capo di gabinetto ieri e del direttore delle comunicazioni di Downing Street oggi. Downing Street però ha smentito l'ipotesi di dimissioni di Starmer, assicurando che il primo ministro è "positivo, fiducioso e determinato" . Interpellato dai giornalisti sulla possibilità che Starmer lasci l'incarico già oggi, il portavoce del primo ministro ha risposto seccamente: "No". Ha quindi aggiunto che Starmer "resta determinato a portare avanti il lavoro" e continua a godere del "sostegno unanime" del governo. Alla domanda sullo stato d'animo del primo ministro, il portavoce ha risposto che appare "di buon umore e fiducioso".

La polizia indaga sulle informazioni riservate diffuse da Andrea

La polizia britannica ha fatto sapere che sta indagando sulle accuse rivolte all'ex principe Andrea di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. I fatti risalgono a quando Andrea era inviato speciale del Regno Unito per il Commercio e gli Investimenti, nel 2010 e nel 2011. "Possiamo confermare di aver ricevuto questo rapporto e stiamo valutando le informazioni in linea con le nostre procedure stabilite", ha affermato in una nota un portavoce della polizia.

L'attivista anti-monarchia Graham Smith, a capo del gruppo di pressione 'Republic', ha dichiarato stamattina di aver sporto denuncia alla polizia dopo le ultime mail pubblicate dal Dipartimento di Giustizia americano. Da questi documenti emerge che Andrea avrebbe condiviso con Epstein resoconti delle sue visite a Singapore, Hong Kong e Vietnam e dettagli riservati su opportunità di investimento, nonostante fosse tenuto alla riservatezza.

Le vittime chiedono la pubblicazione completa dei file

Le vittime - o sopravvissute, come preferiscono definirsi - del defunto finanziere condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein hanno lanciato un appello per la pubblicazione completa dei documenti a lui legati, in un video pubblicitario diffuso in occasione del Super Bowl, l’evento televisivo di maggiore visibilità negli Stati Uniti. Nel filmato di 40 secondi, prodotto dal gruppo World Without Exploitation, le sopravvissute mostrano fotografie di sé da giovani e affermano: "Tutti meritiamo la verità".

Il video denuncia che, nonostante l’entrata in vigore dell’"Epstein Files Transparency Act" a novembre, almeno tre milioni di file non sono ancora stati resi pubblici, e invita il pubblico a sostenere la richiesta di trasparenza verso la procuratrice generale Pam Bondi.

Il Dipartimento di Giustizia aveva il compito di rendere pubblici tutti i documenti entro dicembre, ma finora sono stati diffusi solo file parziali e con numerose omissioni. Il vice procuratore generale Todd Blanche ha difeso l’operato del Dipartimento di Giustizia, sottolineando che non esiste alcuna "copertura" di informazioni sensibili e precisando che l’ultimo rilascio, avvenuto il 30 gennaio, "segna la fine di un processo molto completo di identificazione e revisione dei document

William e Kate "profondamente preoccupati"

Il principe e la principessa del Galles sono "profondamente preoccupati" per le "continue rivelazioni" che emergono dai file relativi al caso Epstein, ha riferito un portavoce di Kensington Palace a Riad, alla vigilia dell’arrivo in visita del principe William. "Posso confermare che il Principe e la Principessa sono stati profondamente preoccupati dalle continue rivelazioni. I loro pensieri restano concentrati sulle vittime", ha dichiarato il portavoce, nel primo commento ufficiale della coppia reale sullo scandalo che sta investendo il Regno Unito, da Downing Street a Buckingham Palace.

Finora la famiglia reale si era astenuta dal commentare l’ultima, imponente pubblicazione di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia americano, dalla quale sono nuovamente emersi i rapporti tra il defunto finanziere condannato per reati sessuali e Andrew Mountbatten-Windsor.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza