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Caso Magherini, condannati tre carabinieri

13 luglio 2016 | 10.54
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Riccardo Magherini (foto da Facebook)

Tre carabinieri sono stati condannati per omicidio colposo per la morte di Riccardo Magherini, mentre un quarto militare è stato assolto. Assolte con formula piena anche le due volontarie della Croce Rossa, Claudia Matta e Janeta Mitrea per non aver commesso il fatto (Nel corso del processo è morto un volontario imputato, Maurizio Perini, anche lui assolto postmortem). E' questa la sentenza emessa stamane dal giudice Barbara Bilosi del Tribunale di Firenze per il decesso dell'ex calciatore nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2014.

I carabinieri Stefano Castellano e Agostino Della Porta sono stati condannati a 7 mesi di reclusione, mentre Vincenzo Corni a 8 mesi (nei suoi confronti non si è proceduto per il reato di percosse per difetto di querela). Assolto dal reato di omicidio colposo il militare Davide Ascenzi. La morte di Magherini è avvenuta durante un fermo dei carabinieri in Borgo San Frediano, a Firenze. Sul luogo intervennero il maresciallo Castellano e gli appuntati Corni, Ascenzi e Della Porta. Per soccorrere Magherini il 118 inviò un'ambulanza con i tre volontari della Cri.

Il giudice ha dichiarato i tre carabinieri responsabili, in concorso colposo, di aver determinato la morte dell'uomo di 39 anni, avvenuta "per arresto cardiocircolatorio per intossicazione acuta da cocaina associata ad un meccanismo asfittico". Il dispositivo emesso dal giudice, letto in un'aula gremita di amici della vittima (molti con la maglietta gialla con la scritta "Siamo tutti Ricky") e di volontari della Croce Rossa, è stato accolto con soddisfazione dai familiari del 39enne deceduto.

"Sono soddisfatto - commenta Guido Magherini, padre di Riccardo - perché tutto quello che avevano detto i carabinieri non è stato creduto dal tribunale, in particolare sono soddisfatto per Brando (figlio di Riccardo Magherini, ndr), perché suo padre non era quello che qualcuno voleva far credere. E' stata ribaltata la posizione dei carabinieri, il giudice non ha creduto alla loro versione. I carabinieri sono stati condannati perché hanno ucciso Riccardo. Siamo soddisfatti; non è certo una vittoria, perché nessuno ci renderà Riccardo".

"Rimane una ferita aperta, che è quella che per dare una degna sepoltura a Riccardo siano dovuti passare sette mesi - chiosa Andrea Magherini, fratello di Riccardo - Certo la sentenza di oggi ci rende almeno in parte giustizia".

Nel dispositivo si afferma che i tre carabinieri condannati (è stata concessa dal giudice la sospensione della pena) durante il loro intervento in Borgo San Frediano, "dopo averlo non senza difficoltà immobilizzato e ammanettato", tennero Magherini "prono a terra", in una "situazione idonea a ridurre la dinamica respiratoria".

I tre militari sono stati inoltre condannati al pagamento delle spese processuali sostenute dalle parti civili per il 30% (2.200 euro) per ogni difensore, e al rimborso delle spese generali. Il restante 70% delle spese del giudizio saranno compensate tra le parti."Sapevamo che la giustizia avrebbe fatto il suo corso in modo giusto ed equilibrato definendo la nostra estraneità ai fatti - diceClaudia Matta all'uscita dell'aula di Tribunale di Firenze dopo l'esito della sentenza - Un pensiero anche alla famiglia Magherini, alla quale nessuna sentenza potrà mai rendere Riccardo".

"Questa sentenza di assoluzione rende al volontariato la spinta per continuare a svolgere il proprio compito così come è stato fatto fino ad oggi, ma senza paura - si legge in un comunicato della Croce Rossa do Firenze - Ancora oggi infatti non si riescono a trovare le motivazioni per le quali dei volontari, che regalano il loro tempo per gli altri, pur rispettando tutte le norme e i protocolli si siano ritrovati sul banco degli imputati".

"Siamo molto felici e sollevati dopo questa sentenza - affermaLorenzo Andreoni, neo presidente del comitato di Firenze della Croce Rossa - ringraziamo tutto il mondo del volontariato, Croce Rossa, Anpas, e Misericordie che senza distinzione di divisa hanno sempre dimostrato il loro appoggio".

"La richiesta di verità, sostenuta con tanta intelligenza e determinazione da Guido e Andrea Magherini, non era affatto pretestuosa - sostiene il senatore Pd Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani a Palazzo Madama - Dunque, non abbiamo sbagliato a sostenere questa battaglia per la giustizia".

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