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Caso marò, attivato l'arbitrato internazionale

26 giugno 2015 | 16.58
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Italia chiederà misure per la permanenza di Latorre e il rientro di Girone

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Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (Xinhua)

L'Italia ha attivato oggi l'arbitrato internazionale sul caso dei fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, nel quadro della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Lo ha annunciato la Farnesina in una nota, secondo cui, la decisione, che il Parlamento aveva sollecitato, è stata presa a conclusione della necessaria fase negoziale diretta con l'India e di fronte all'impossibilità di pervenire a una soluzione della controversia.

L'Italia chiederà immediatamente l'applicazione di misure che consentano la permanenza di Latorre in Italia e il rientro in Patria di Girone nelle more dell'iter della procedura arbitrale.

Da parte italiana, prosegue la nota, vi sarà un impegno a tutto campo per far valere con la massima determinazione le ragioni a fondamento della nota posizione italiana sulla giurisdizione e sull'immunità. Obiettivo è la conclusione positiva della vicenda, protrattasi sin troppo a lungo, dei nostri due marò ai quali il governo rinnova la sua vicinanza. Il governo nelle ore precedenti l'attivazione dell'arbitrato ha informato della decisione i presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

"Cari amici, l'arbitrato internazionale sia un momento di unità per il nostro Paese. L'avvio è una bella notizia!". Così, su Facebook, Salvatore Girone commenta la notizia. Vania Ardito, la moglie del marò ancora trattenuto in India, aggiunge all'Adnkronos: "Siamo contenti per la decisione presa dal governo italiano. Auspichiamo che l'Italia resti unita!". Latorre scrive su Facebook: "Bene Arbitrato, ora TUTTI Uniti!".

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