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Caso Nsa: Wikipedia, ricorrere contro i programmi di sorveglianza

10 marzo 2015 | 18.27
LETTURA: 3 minuti

"Controllando lo scheletro di Internet, la Nsa controlla lo scheletro della democrazia", ha detto il direttore di Wikimedia Foundation, la fondazione non profit che gestisce l'enciclopedia online, annunciando l'azione legale contro l'agenzia di spionaggio e il dipartimento di Giustizia americani accusati di violare la legge per la libertà di espressione

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Wikipedia fa causa alla Nsa e al dipartimento di Giustizia americano per i programmi di sorveglianza ad ampio raggio sulla Rete che violano le leggi americani per la libertà d'espressione. Il ricorso è stato presentato da Wikimedia Foundation, la fondazione non profit che gestisce l'enciclopedia online, insieme ad altre otto organizzazioni per la difesa delle libertà civile, tra le quali Amnesty e Human Right Watch, nell'azione per impedire la continuazione dei controversi programmi di sorveglianza il controllo virtuale di tutte le comunicazioni che passano sui collegamenti Internet. Quindi anche quelle degli autori e dei lettori di Wikipedia.

"Controllando lo scheletro di Internet, la Nsa controlla lo scheletro della democrazia", ha affermato Lila Tretikov, direttore esecutivo della Wikimedia Foundation in un blogpost con cui è stata annunciata l'azione legale. Tretikov ha infatti spiegato come l'agenzia di spionaggio elettronico, finita nel mirino di critiche e polemiche dopo le rivelazioni della 'talpa' Edward Snowden, agisca con una "vasta rete" di controlli che finiscono inevitabilmente per raccogliere dati non collegati ad eventuali target di inchieste. Nei documenti rivelati da Snowden è emerso, si legge ancora nel blogpost, come Wikipedia sia stata esplicitamente presa di mira.

"Violando la privacy degli utenti, la Nsa minaccia la libertà intellettuale che è elemento centrale della capacità delle persone di creare e comprendere la conoscenza", ha concluso Tretikov. L'azione legale è stata annunciata anche dal fondatore di Wikipedia Jimmy Wales che in articolo sul New York Times annuncia che spera che questa possa "mettere fine al controllo a strascico del traffico di Internet da parte della Nsa".

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