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Cina, mistero Jack Ma: il fondatore di Alibaba scomparso da mesi

05 gennaio 2021 | 14.30
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"Where is Jack Ma?", che fine ha fatto il magnate cinese fondatore del colosso di e-commerce Alibaba? È la domanda che da giorni rimbalza su social e stampa internazionale. Dell'imprenditore di Hangzhou, classe 1964, professore di inglese e primo cinese a finire sulla copertina di Forbes per le sue riconosciute capacità manageriali, si sono perse le tracce da quasi due mesi. Sul suo account Twitter l'ultimo messaggio risale al 10 ottobre. Mentre la sua ultima apparizione pubblica è datata 24 ottobre, quando a Shanghai Ma ha tenuto un discorso dai toni fortemente critici nei confronti della campagna del presidente Xi Jinping per il controllo dei rischi finanziari, accusando il sistema cinese di soffocare l'innovazione.

Parole che avrebbero indispettito non poco Pechino che avrebbe reagito, ai primi di novembre, bloccando la più grossa operazione finanziaria di sempre: il doppio sbarco in Borsa, ad Hong Kong e Shanghai, di Ant Group, la società di fintech creata e controllata dallo stesso Ma. Valore dell'operazione: 37 miliardi di dollari.

Da allora sul Ceo di Alibaba sembra essere calato un sipario dalle pieghe misteriose e a tratti inquietanti.

A dicembre Ma avrebbe dovuto presenziare come giudice allo show da lui creato 'Africa's business heroes', talent per giovani imprenditori africani, ma "un'agenda troppo fitta", stando alla versione ufficiale, gli avrebbe impedito di partecipare. Un'assenza che ha fatto crescere, soprattutto all'estero, interrogativi e preoccupazioni per le sue sorti.

Secondo quanto riportato dal 'Quotidiano del popolo', organo ufficiale del Partito comunista cinese, l'imprenditore sarebbe "sotto supervisione in una località sconosciuta" e il governo gli avrebbe 'consigliato' di non lasciare il Paese. Una formula che lascia intendere che il Tycoon potrebbe essere stato arrestato o trattenuto agli arresti domiciliari in una località segreta.

Jack Ma, legato all'Italia dall'amore per Roma e Firenze, è stato accostato al nostro paese anche come potenziale acquirente del Milan nel 2016. Ma il legame del miliardario cinese con il nostro Paese era precedente e non si è mai interrotto. Lo sguardo di Ma sull'Italia infatti non si è limitato al calcio. Da grande uomo d'affari e d'innovazione, Ma ha coltivato negli anni rapporti molto solidi con i gangli più attivi dell'economia, dell'editoria e della politica nostrana. Un interesse che nel 2014 lo portò a siglare un importante accordo con il ministero dello Sviluppo economico per sviluppare il commercio online delle imprese italiane su Alibaba. C'è chi lo ricorda al tavolo del World Wine Web di Vinitaly a Verona accanto al fondatore di Eataly, Oscar Farinetti o a colloquio, dopo l'intervento dal palco nella quarta edizione della 'World Internet Conference' di Wuzhen, in Cina, con l'editore e direttore di AdnKronos, il Cavaliere del lavoro Giuseppe Marra.

A marzo scorso, nel pieno della prima ondata di Covid 19, fu proprio la Fondazione Alibaba e la Fondazione Jack Ma, a donare all'Italia un milione di mascherine e 100.000 kit di rilevamento per combattere la battaglia al virus.

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