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Cnel, al via autoriforma. Stop da Uil: "Non ha requisiti per proposta"

22 febbraio 2017 | 20.34
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Il Cnel rinasce: scongiurata l'abolizione con il voto referendario del 4 dicembre scorso l'Assemblea del Consiglio nazionale oggi ha dato il verde, all'unanimità, ad un ddl di autoriforma, subito inviato al premier, Paolo Gentiloni. Ma la Uil non ci sta e attacca: "Non riteniamo che questo Cnel abbia i requisiti e quindi l'autorevolezza per poter esprimere una proposta per nome e per conto di una rappresentanza che non c'è più", scandisce il segretario confederale, Tiziana Bocchi che sottolinea come attualmente i 22 consiglieri Cnel, sui 64 preesistenti, non rappresentino la complessità delle forze sociali che l'organo costituzionale è demandato a rappresentare. "Il Cnel - attacca - attualmente è completamente svuotato, sindacati e imprese si sono dimessi. Ben venga un nuovo Cnel ma questo non ha alcuna titolarità a fare una proposta".

Sette comunque i punti essenziali della legge di riforma. Viene confermato il numero di 64 consiglieri e tutte le attuali rappresentanze, che siederanno nel Parlamentino; il presidente del Cnel sarà nominato dal Presidente della Repubblica e viene definita una nuova modalità di nomina, più veloce e più trasparente, dei Consiglieri da parte del Cdm, "per garantire i criteri del più ampio pluralismo". La rappresentanza, inoltre, si allarga all’Anci, all’Upi e alla Conferenza delle Regioni (1 rappresentante ciascuno).

Per quel che riguarda invece la mission del Cnel il ddl, oltre a confermare tutte le attuali attribuzioni tra cui i pareri obbligatori, ma non vincolanti, per i maggiori atti di finanza pubblica, dal Def alla nota di aggiornamento fino alla legge di bilancio, assegna al Consiglio nazionale la funzione di certificatore del grado di rappresentatività nazionale delle organizzazioni sindacali nel settore privato. Un ruolo, al momento assegnato all'Inps, di cui il Cnel intende tornare in possesso dopo la parentesi referendaria anche se l'intera partita sulla rappresentanza non è mai decollata. Il nuovo Cnel, infine, secondo quanto prevede ancora il ddl di autoriforma, predisporrà, in tema di misurazione del benessere equo e sostenibile (BES), un rapporto congiunto Cnel-Istat con cadenza annuale.

Ma i sindacati da tempo sono al lavoro su un documento unitario, in fase di stesura avanzata, da approvare definitivamente che sarà poi condiviso con le rappresentanze del mondo imprenditoriale e altro con cui ridisegnare struttura e mission del Cnel. "I sindacati hanno sempre ritenuto che il Paese dovesse avere un luogo preposto al dialogo sociale, un luogo che potrebbe essere il Cnel stesso ma rivisitato nei suoi numeri, nelle modalità e nelle tematiche su cui dovrà e potrà essere l'interlocutore delle istituzioni", prosegue Bocchi.

Un iter 'fondativo' necessariamente lungo ed elaborato che dovrà essere condiviso da tutte le forze sociali che troveranno rappresentanza nel nuovo Cnel. Compreso il ruolo di ente certificatore della rappresentatività di Cgil, Cisl e Uil al momento giocato dall'Inps. "Occorre ridare a questo organismo un'autorevolezza che al momento è stata appannata, con regole molto chiare e nette per farlo diventare davvero un luogo di proposta efficace. Per questo la proposta di oggi non ha né titolarità né autorevolezza di diventare una proposta collettiva", conclude.

Positiva invece l'accoglienza che l'Ugl riserva all'autoriforma. “Consideriamo positiva l’iniziativa di autoriforma da parte del Cnel. L’esito del referendum del 4 dicembre scorso, verso il quale l’Ugl si è schierata per il No, ha evitato la cancellazione di una delle più importanti istituzioni del Paese che ha rappresentato e ancora rappresenta uno spazio fondamentale di confronto tra impresa e lavoro, ancora di più oggi che il dialogo tra aziende e sindacati sta assumendo forme più partecipative che concertative”, prosegue auspicando che la discussione sul disegno di legge di autoriforma "possa essere al più presto calendarizzata, soprattutto nel rispetto della volontà popolare espressa il 4 dicembre scorso”.

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