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Coldiretti Lazio: "Nuovi crolli e animali al freddo, mandare l'esercito"

18 gennaio 2017 | 15.59
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Terremoto. Ancora scosse e il gelo non allenta la morsa. Le nuove scosse di queste ore hanno lesionato o fatto crollare altre stalle tra Amatrice e Accumoli. Le emergenze si accavallano, si sovrappongono. La disperazione degli allevatori, questa volta, è devastante. A lanciare un appello per salvare uomini e animali delle zone colpite è la Coldiretti Lazio, che riporta anche alcune testimonianze come quella di Gabriele che fa l’allevatore nella frazione Terracino di Accumoli.

“Non reggo, non ce la faccio: sono bloccato qui in casa -dice- da due giorni, la strada è scomparsa sotto due metri di neve. Dicono che non riescono ad arrivare qui nemmeno con gli spalaneve, ma io sono al limite della sopportazione. Mandate l’esercito, mandate le forze speciali, sto vivendo un incubo. Stamattina ancora non sono riuscito ad andare nella stalla per portare il fieno alle bestie”.

La Coldiretti del Lazio anche questa mattina ha sollecitato le istituzioni e gli organismi deputati alla gestione dell’emergenza a intensificare le attività di soccorso e di assistenza agli allevatori che sono rimasti nelle loro case e nelle loro aziende per non abbandonare gli animali e per non interrompere la mungitura.

“Il dramma vero è quello che si sta consumando nelle campagne: anche oggi, poco prima delle nuove scosse di terremoto - dice David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio - ho ricevuto richieste di aiuto dai nostri associati. Sono in uno stato di gravissimo disagio. Se non li aiutiamo subito andranno via, nelle campagne non resterà nessuno e allora davvero sarà la fine di Amatrice e Accumoli”.

“Da tre giorni - dice Luca, allevatore di contrada Faizzone, Amatrice - la cisterna non passa a ritirare il latte perché le strade sono ancora bloccate dalla neve. Ancora un giorno e dovrò buttare via tutto e perdere il ricavato di tre giorni di lavoro reso ancora più duro dal vento, dal gelo e dalle nevicate”.

“Stiamo vivendo una situazione di emergenza - aggiunge il direttore della Coldiretti del Lazio, Aldo Mattia - che richiede risposte adeguate, drastiche, immediate. Le nostre denunce sono servite ad accelerare i tempi di consegna delle stalle, ma non basta, ci sono ancora troppe situazioni di criticità. Il governo invii l’esercito e gli esperti del Genio Civile. Il terremoto ha aggravato le perdite e i disagi già causati del maltempo. Aiutiamo gli allevatori, gli unici rimasti a presidiare le frazioni di Amatrice e di Accumoli. Se loro mollano, avremo perso tutti. Questi due comuni rischiano lo spopolamento”.

Marco vive a Moletano, un’altra frazione di Amatrice. È anche lui un allevatore. È sconfortato. Le nuove scosse e la tanta neve lo hanno provato: “Sto pensando di vendere tutto, le vacche e le mungitrici. Ho 35 capi di bestiame, 25 dei quali nella stalla che si era salvata dalla botta dello scorso agosto, ma che oggi è stata lesionata nelle mura. Io sono tra quelli che hanno ricevuto la stalla provvisoria, anche se ancora non ho né luce, né acqua. Pensavo di trasferire il bestiame, ma le nevicate me lo impediscono da due giorni".

"Veramente oggi venderei quei 25 capi, ma a chi li vendo? E soprattutto a che prezzo? Dovrei svenderli, quasi regalarli. Ho avuto paura stamattina. Ero in casa quando ho sentito le scosse, per allontanarmi e mettermi al sicuro ho dovuto spalare la neve a mano, da solo. È un incubo”, dice.

Il personale della federazione della Coldiretti di Rieti continua a presidiare Amatrice con la propria postazione mobile, un modulo posizionato nel piazzale delle farmacie per assistere allevatori, agricoltori, ma anche tutti gli altri cittadini bisognosi di sbrigare pratiche amministrative o di assistenza e consulenza.

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