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Comencini: "Cinema e teatri chiusi è follia, sono luoghi sicuri"

03 febbraio 2021 | 13.20
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La regista all'Adnkronos: "Si entra distanziati, contingentati e con mascherina. Ci spieghino perché"

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Cristina Comencini (Ipa/Fotogramma)

Cinema e teatri ancora chiusi? "Io penso che sia una follia. Penso che malgrado tutto ci sia, per i teatri che per i cinema, la possibilità di regolare molto bene il contingentamento delle presenze. Il pubblico può essere dimezzato, si tiene la mascherina, durante il film non si parla". E' il preoccupato interrogativo della regista Cristina Comencini che, in un'intervista all'Adnkronos, commenta così la mancata riapertura di cinema e teatri in Italia, anche a fronte della quasi totalità della nazione in 'zona gialla' e la riapertura dei musei.

"Veramente, si sono aperte altre attività, altre cose, non capisco e mi chiedo perché non abbiano riaperto anche i cinema e i teatri", si chiede la Comencini, che osserva: "Il cinema non è solo il mio mestiere, è parte fondamentale del paese. Forse è sottovalutato, ma compone, insieme al teatro, l'identità nazionale. In loro assenza c'è un deficit notevole".

E al nuovo governo che si sta formando, la regista ha le idee chiare su cosa chiedere. "Noi abbiamo chiesto sempre, abbiamo chiesto al ministro, abbiamo fatto appelli -dice la Comencini- Ora, più in generale mi auguro che cessi l'insicurezza di fronte ad un'occasione straordinaria come quella del recovery fund. Un governo deve poter fare un piano molto preciso e molto articolato di proposta all'Europa sugli investimenti. E ovviamente il nome di Draghi è un nome eccellente", dice la regista. Che aggiunge un'annotazione: "Anche se dovrebbe essere la politica a fare questo lavoro. Ma in assenza.....", conclude.

(di Ilaria Floris)

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