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**Crisi: Csc, Italia ha fatto grandi sacrifici, persi 3.700 euro di reddito pro capite**

17 dicembre 2014 | 10.55
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Secondo il Centro Studi di Viale dell'Astronomia gli italiani hanno fatto "grandi sacrifici" in questi anni, ma dal primo trimestre 2015 tornerà il segno più per il Pil. Sempre male, invece, il tasso di disoccupazione. Cala la ricchezza delle famiglie italiane, ma cresce il risparmio

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"L'Italia ha fatto grandi sacrifici in questi anni, sintetizzati dalla diminuzione del 12,3% del reddito pro-capite, ossia oltre 3.700 euro per abitante, che così è arretrato ai livelli del 1997. Un regresso che ha comportato la rinuncia a sei settimane l'anno di consumi, come se le famiglie smettessero di spendere a metà novembre". E' l'impietoso ritratto tracciato dall'analisi del Centro studi di Confindustria che a fine anno traccia uno scenario in chiaroscuro della nostra economia. Per quanto riguarda il Pil, il Csc preveden un ritorno al segno positivo nel primo trimestre del 2015 con +0,20% "per poi salire gradualmente nel biennio".

Brutte notizie ancora sul fronte del lavoro con un tasso di disoccupazione che nel 2015 - secondo Confindustria - rimarrà ancorato sugli alti livelli di fine 2014 (12,9%), mentre scenderà progressivamente nel 2016, di pari passo con la ripresa dell'occupazione, registrando un 12,6% in media d'anno (12,4% nel quarto trimestre).

Non va molto meglio al debito pubblico che nel 2014 si attesterà al 132,2% del Pil (dal 127,9% nel 2013), per poi toccare il picco al 133,8% nel 2015 e iniziare lentamente a scendere al 133,7% nel 2016.

In leggero e progressivo calo, invece, la pressione fiscale, attesa per quest'anno al 43,5% del Pil, al 43,3% nel 2015, stesso livello del 2013, e continuerà a scendere al 43,1% nel 2016.

Sempre ai minimi livelli, infine, l'inflazione prevista in media al +0,2% sia nel 2014 sia nel 2015. La revisione al ribasso per il prossimo anno è in larga misura ascrivibile alla flessione del prezzo del petrolio.

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