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Consumi: Unc, raccolta punti non sempre garantisce convenienza

02 febbraio 2015 | 15.44
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Dona: "Più usi carte fedeltà più accumuli sconti e regali, ma non sempre la convenienza è reale".

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"Raccolta punti e carte fedeltà non sempre garantiscono la convenienza". A dirlo Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione nazionale consumatori, riferendosi alle carte fedeltà di nuova generazione, che molti punti vendita propongono ai clienti per fidelizzarli e raccogliere dati. "Più le usi -spiega- più accumuli sconti e regali, ma non sempre la convenienza è reale".

"Dobbiamo dimenticare -aggiunge Dona- la vecchia raccolta punti con i talloncini da incollare sulla tabella di cartone: oggi ci troviamo davanti a raffinati programmi multi partner (che oltre ai tradizionali supermercati riguardano i distributori di carburante, le compagnie aeree, gli operatori telefonici, la paytv e molto altro) in cui l'accredito dei punti avviene su un conto elettronico e alla scadenza si ha diritto a un premio, a un buono acquisto o a sconti fedeltà".

"Senza contare quelle tessere fedeltà -avverte- che sono vere e proprie carte di credito e che si possono utilizzare ovunque o solo presso la catena convenzionata".

"Qualche volta i vantaggi delle carte fedeltà -sottolinea Massimiliano Dona- sono reali, l'importante è che non si degeneri in una dipendenza per cui alcuni consumatori comprano in maniera compulsiva pur di accaparrarsi un inutile premio".

"Per non parlare dell'importanza -ricorda- della tutela della privacy. Quando si compila il questionario per ottenere la tessera fedeltà ci sono tre caselle da barrare: con la prima si acconsente a fornire i dati anagrafici per ricevere la carta, con la seconda si accetta di ricevere le offerte promozionali e con la terza si permette che le proprie abitudini siano registrate per le ricerche di mercato. Soltanto la prima, dunque, è obbligatoria".

"Attenzione quindi -avverte Massimiliano Dona- quando si aderisce a un programma fedeltà a non farsi prendere dalla fretta: è bene leggere con calma il contratto (assicurandosi, ad esempio, che non ci siano clausole vessatorie come 'non si assicura la disponibilità dei premi'); non acconsentire a tutte le opzioni presenti (se non si vuole ricevere spamming) e verificare la consistenza dei premi (controllando che non si tratti di prodotti difettosi, linee di seconda scelta o fuori commercio)".

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