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Coronavirus, "no paura letalità ma velocità di diffusione"

01 marzo 2020 | 10.52
LETTURA: 2 minuti

Pierluigi Lopalco, professore ordinario di Igiene dell'università di Pisa, su Facebook: "Sono i malati che mandano in tilt il sistema. Primo fra tutti medici ed infermieri"

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(Foto Fotogramma/Ipa)
Roma, 1 mar. (Adnkronos Salute)

"Sembra che il problema maggiore da risolvere in questo momento in Italia è stabilire quale sia la letalità di Covid-19: 2%, 1%, 0,00001%? In una pandemia quello che ci deve preoccupare non è la letalità, ma la velocità di diffusione dei casi e la quota di casi che necessitano assistenza. Sono i malati che mandano in tilt il sistema. Primo fra tutti medici ed infermieri. E poi le forze dell'ordine. Ma anche contadini, allevatori, camionisti". Lo spiega l'epidemiologo Pierluigi Lopalco, professore ordinario di Igiene dell'università di Pisa, in un post su Facebook.

"Basta discutere su quanto sia letale questo coronavirus - continua - Basta ripetere la sciocchezza che si tratta di una influenza, malattia stagionale, non pandemica. Anche se l'impatto sul singolo individuo del virus influenzale fosse lo stesso del coronavirus (e non lo è), l'impatto sulla popolazione non sarebbe comunque paragonabile. Basta traccheggiare sulle misure di contenimento. Più si alza la barriera, più si rallenta la velocità di diffusione e l'impatto della pandemia".

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