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Coronavirus, "supermercati senza fila? Così la nostra app è diventata virale"

25 marzo 2020 | 17.06
LETTURA: 4 minuti

L'idea di 5 ingegneri e designer del Milanese che hanno inventato 'FilaIndiana', completamente no-profit e crowdsourced

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di Federica Mochi
L'idea è nata un po' per caso. Ma il fine è più che lodevole. "Fare qualcosa contro il Coronavirus pur non avendo le competenze dei medici che combattono in prima linea". E così Fulvio Bambusi, ingegnere informatico, assieme un gruppo di amici dell’hinterland milanese è partito da questo concetto per creare 'FilaIndiana', web app, a breve disponibile sui dispositivi Andoid e iOS, che grazie alla geolocalizzazione e alle segnalazioni degli utenti, riesce a mappare i supermercati più vicini, indicando agli utenti il tempo di attesa e il numero di persone in fila.

"Siamo 5 ingegneri e designer del Politecnico di Milano, tra i 24 e i 26 anni - racconta Bambusi all’Adnkronos - siamo partiti da un problema che è sotto gli occhi di tutti, ossia la fila che in queste settimane si sta creando nei supermercati. Tutti i nostri parenti e amici che andavano a fare la spesa si lamentavano delle code chilometriche e della situazione assurda perché a fronte di supermercati affollati ce ne sono tanti semideserti".

Come fare quindi per scovare quelli vuoti? Detto, fatto. Una settimana fa Fulvio e i suoi soci sviluppano la piattaforma che mostra una stima dei tempi di attesa nei supermercati che si trovano nei paraggi. L’interfaccia è semplicissima e intuitiva. "Tutte le informazioni che utilizziamo si basano sulle segnalazioni degli utenti - sottolinea Bambusi -. Nel momento in cui qualcuno è in coda può aprire la nostra applicazione, fare clic sul supermercato in cui si trova e indicare approssimativamente il numero di persone che vede in fila e una stima dei tempi per entrare nel supermercato. Queste segnalazioni vengono poi prese in carico e mostrate a tutti gli utilizzatori della piattaforma".

FilaIndiana si aggiorna in tempo reale appena qualcuno invia una segnalazione. Poi elabora le indicazioni e fa una stima sulle previsioni di attesa: più aumentano le segnalazioni più la stima è precisa. Inizialmente disponibile solo per la Lombardia, oggi l'app è attiva in tutta Italia. "Milano e Lombardia sono stati un po’ un laboratorio che abbiamo usato per arrivare a un prodotto stabile - rimarca Bambusi - ora siamo attivi su tutto il Paese con il sito e tra qualche ora sarà disponibile l’applicazione per Android. Poi passeremo anche a iOS”.

L'obiettivo è semplice: raggiungere più persone possibili. "E’ fondamentale che tante persone usino l’app - fa notare - perché tutto si basa sulle segnalazioni degli utenti e più gli utenti le condividono migliore è la qualità del dato. E' un valore che si riflette a cascata sulla collettività".

Il progetto, completamente no-profit e crowdsourced, è partito appena 7 giorni fa ma è già diventato virale. "Non ci aspettavamo un simile riscontro, ci è esploso tra le mani - ammette - ora abbiamo pubblicato un manifesto del progetto, nel quale dichiariamo che chi vuole contribuire e intende farlo pro bono è più che benvenuto”. Qualcuno già lo ha fatto. Come alcuni responsabili della Gdo che hanno fornito a Fulvio e ai suoi amici le liste aggiornate dei punti vendita. E lo stesso hanno fatto alcune software house, che hanno offerto supporto per lo sviluppo. "Questo riscontro molto positivo per noi vale doppio – sottolinea - così come le segnalazioni e la partecipazioni di tutti gli utenti che rappresenta il vero valore del progetto".

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